Carne d’agnello e di manzo gallese: qualità e tracciabilità

Agnello e manzo gallese Igp: sono state le carni protagoniste di un pranzo organizzato da Hcc (Hibu Cig Cimru), l’ente responsabile per lo sviluppo, la promozione e la distribuzione delle carni del Galles. Il tutto si è svolto nel ristorante Lume, appena inaugurato, alla cui guida c’è il talentuoso Luigi Taglienti, da tempo testimonial d’eccellenza di questi prodotti.

Un menu di grande gusto, in cui la sapidità e la tenerezza delle carni sono state valorizzate in ricette come il “Raviolo di magro all’italiana con ragù bianco di agnello gallese Igp”  e il “5 coste al forno con patate castello, pomodoro provenzale, salsa bernese”. Un esempio di come agnello e manzo possono essere interpretati in modo versatile e declinati in ogni stagione.

Il Welsh Lamb igp, fiore all’occhiello del settore zootecnico gallese, è presente in Italia da oltre dieci anni: la sua carne tenera e dal sapore delicato ha saputo conquistare il palato degli italiani che ne apprezzano le indiscusse qualità organolettiche. Il manzo gallese, invece, la tenera e gustosa carne bovina, sta muovendo i primi passi sul mercato, presentandosi come un prodotto di grande carattere e prelibatezza.

«L’agnello gallese igp è una carne dalle grandi qualità - afferma Jeff Martin, responsabile HCC Italia, l’Ente responsabile della promozione delle carni rosse gallesi -. La tenerezza, il sapore naturale e delicato e la succulenza sono le caratteristiche che ne determinano la bontà, mentre i tagli piccoli e vari con cui viene presentata sul mercato italiano l’hanno resa una carne facile da cucinare, versatile e adatta alla dieta quotidiana». Prosegue Martin: «Il manzo, dal canto suo, sta iniziando a suscitare già molto interesse fra gli operatori del settore. Siamo felici di poterlo presentare a buyer e grossisti italiani perché si tratta di una carne che saprà sicuramente soddisfare le esigenze del mercato italiano».

Nonostante la recente decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea, Jeff Martin sottolinea che da un punto di vista commerciale, della qualità, della tracciabilità del prodotto, delle certificazioni, per almeno due anni non vi saranno cambiamenti che possano rendere più onerose o complesse le operazioni di importazione in Italia di questi eccellenti prodotti.

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