Alla scoperta dei vins clairs Bollinger, base futura di grandi Campagne

Vins clairs, ovvero i vini base dello Champagne. Miscelati secondo percentuali precise e in base a scelte di gusto finale ancor più precise hanno caratteristiche che variano a seconda della zona di provenienza e delle uve da cui nascono. Due Chardonnay provenienti da zone diverse avranno note aromatiche e gustatve differenti. E così anche due Chardonnay provenienti magari dello stesso vigneto, ma vinificati in annate diverse. Insomma lo Champagne nasce da un'alchimia, ma un’alchimia molto scientifica. Per svelare qualche segreto a tal proposito la Meregalli di Monza ha organizzzato un tasting davvero particolare. Ovvero l’assaggio di ben otto “vins” utilizzati alla maison Bollinger per dar poi vita alla sua Special Cuvée. Ecco così Pinot Noir, Chardonnay e il Pinot Meunier annata 2015. Poi Pinot Noir e lo Chardonnay targati 2014. Infine tre blend (che Bollinger conserva in qualche casi in magnum anche fino a 15 anni): la Reserve magnum, il Blend Special Cuvée vendanges 2015 e la Special Cuvée en magnum. Vini particolari, quasi pienamente formati e in alcuni casi quasi pronti a un consumo tal quale. Certo un consumo particolare, ma tutto sommato possibile.

Appuntamenti
Due gli appuntamenti organizzati da Meregalli per l’occasione (si sono tenuti a fine maggio 2016). Il primo a Roma presso l’Hotel de Russie il secondo presso la sede (a Monza) della stessa azienda. Presente a entrambi gli appuntamenti lo Chef de Cave Adjoint, Denis Bunner (del team dello Chef de Cave Bollinger Gilles Descôtes), alsaziano d’origine, ingegnere agronomo ed enologo, che ha raccontato le caratteristiche dei "vins" e di quale rigorosa analisi siano oggetti prima di entrare nella composizione della Special Cuvée Bollinger

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