Arancia di Ribera dop, uno spicchio di Sicilia in cucina

La più pregiata delle bionde cresce a Ribera, sulla costa della Sicilia che guarda l’Africa. Le sue origini sono in Brasile dove, nel 1870, si verificò una mutazione naturale della cultivar “Selecta” che originò un frutto “apireno”, senza semi. Da qui la nuova cultivar prese due strade: quella delle valli riberesi dove si ambientò alla perfezione naturalizzandosi con il nome di “Brasiliano”, e quella degli Stati Uniti, Contea di Riverside, dove prese il nome di Washington Navel (e anche questo ecotipo fu poi introdotta nel territorio riberese). Entrambe le arance sono ombelicate, contengono cioè al loro interno un piccolo frutto gemello intuibile da una cicatrice sulla buccia simile a quella ombelicale visibile sul polo opposto al picciolo. Queste due varietà sono protette dal marchio Arancia di Ribera Dop.

La vocazione di questa arancia è doppia, da succo e da pasto, ed è proprio a tavola che dà il meglio di sé per via del perfetto equilibrio tra la parte morbida e quella fibrosa. In più, le pellicole interne hanno la straordinaria qualità (unica tra tutti gli agrumi) di sciogliersi immediatamente in bocca dopo avere svolto il loro ruolo di sostegno. Poi c’è la dolcezza, o meglio un equilibrio ideale tra il dolce e l’aspro dato da un residuo di zuccheri intorno al 12%. L’amaro è assente mentre sono presenti i flavour di vaniglia e frutta esotica. Tali caratteristiche, unite a una percentuale di succo intorno al 40%, conferiscono alla polpa una consistenza “carnosa” rendendola ideale per l’uso in cucina.

Con simili credenziali, l’Arancia di Ribera Dop è partita alla conquista a tutto tondo del menu, mostrando una particolare affinità per l’olio extravergine di oliva, ortaggi come i carciofi, i finocchi, la cipolla rossa, il radicchio e l’insalata. Si abbina deliziosamente ai volatili e alla carne di maiale, aromatizza piacevolmente pesci come l’orata ma frequenta con profitto anche i più umili pesci azzurri come le sarde e la spatola. Ottima è l’intesa con molluschi bivalvi (cozze, capesante, vongole, ostriche, fasolari) e tutti i crostacei, dagli scampi all’astice, all’aragosta, al conterraneo gambero rosso di Mazara.

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