Codice fiscale e partita Iva obbligatori in fattura

Fatturazione –

Già operative le nuove regole per la fatturazione, che si applicano a tutti i clienti dell’Unione Europea che ne fanno richiesta. Nessun obbligo di indicazione invece per i clienti di Paesi al di fuori della Ue (di cui dall’1 luglio fa parte anche la Croazia)

Nuove regole per le fatture: dal primo gennaio di quest'anno, infatti, è diventata obbligatoria l'indicazione sulle fatture della partita Iva o del codice fiscale del cliente che la richiede.

Nel concreto, andranno alternativamente indicati:
a. Il numero di partita Iva del cliente nazionale se si tratta di un'impresa o di un professionista (non può essere indicato in questi casi il codice fiscale).
b. Il codice fiscale del cliente privato privo di partita Iva.

c. Per i soggetti passivi appartenenti a un altro Stato dell'Unione Europea, il numero di identificazione Iva attribuito dallo Stato membro in cui risiede (ricordiamo che dall'1 luglio 2013 entrerà nella Ue anche la Croazia).

Nessun obbligo di indicazione, invece, per i clienti extra Ue così come per i clienti privati di altri Stati della Ue.

Criteri di assegnazione

Codice fiscale e partita Iva, già ampiamente utilizzati, sono destinati quindi a diventare
elementi identificativi di uso quotidiano in seguito all'obbligatorietà della loro indicazione su tutte le fatture emesse.

Il codice fiscale viene assegnato dalle Agenzie delle Entrate a tutti i contribuenti, sia persone fisiche, sia di altro tipo: ai cittadini italiani viene attribuito alla nascita, mentre i cittadini stranieri che hanno rapporti economici in Italia possono ottenerlo su richiesta.

La partita Iva identifica le società e/o i professionisti

La partita Iva caratterizza invece solo chi svolge attività imprenditoriali o professionali
e si aggiunge al codice fiscale. Per i titolari di imprese individuali e i professionisti singoli il codice fiscale è unico ed è utilizzato sia per l'attività privata, sia, insieme alla partita Iva, per l'attività di impresa o professionale.
Per le imprese societarie la partita Iva è assegnata dall'Agenzia delle Entrate in sede di costituzione, mentre per le persone fisiche e gli enti non commerciali in caso di apertura dell'attività di impresa o professionale.
Per le società la partita Iva non cambia mai, salvo operazioni straordinarie, mentre per le persone fisiche può cambiare, perché in caso di cessazione dell'attività la relativa partita Iva viene cancellata. Un'eventuale successiva apertura di un'altra attività comporta infatti l'attribuzione di una nuova partita Iva.

Il codice fiscale è attribuito a tutti i contribuenti
Il codice fiscale delle persone fisiche è formato da elementi del cognome e del nome, del luogo e della data di nascita e del sesso. Conoscerne la composizione è utile perché permette di effettuare controlli e di evitare errori nelle comunicazioni o trascrizioni.
Meglio però evitare di costruirsi da sé il codice fiscale altrui, perché fa fede quello assegnato dall'Agenzia, che può essere diverso dallo standard in caso di omocodice (non possono esistere due codici fiscali uguali, così come due partite Iva), di errata interpretazione dei dati anagrafici (spesso il secondo nome non viene considerarato) o per altri errori.
Se l'Agenzia attribuisce un codice fiscale errato, resta valido fino all'eventuale richiesta di correzione da parte del contribuente e all'assegnazione di un nuovo codice corretto.
Il codice fiscale segue tutta la vita del soggetto ed è immodificabile, salvo richiesta di correzione per errori o cambiamento di dati anagrafici (possono cambiare il cognome o il nome, su richiesta dell'interessato o in altri casi, come per le adozioni, come pure il sesso).

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