Il senso di appartenenza dei collaboratori è la chiave del successo

 

Tutti i ristoratori dovrebbero poter contare su risorse capaci di prendersi responsabilità e agire sempre e tempestivamente nel bene del gruppo, anche se questo dovesse comportare, per esempio, lavare i bicchieri se la lavastoviglie si guasta. I collaboratori che “vivono” l’azienda e si sentono parte di un gruppo con orgoglio contribuiranno ai successi del team e li comunicheranno meglio. Per rendere più motivati i propri collaboratori o per evitare cali motivazionali, è possibile lavorare in prevenzione rendendoli “appartenenti”. Il cambiamento all’interno di un’azienda parte sempre dall’alto, ma non ha sviluppo se l’intero gruppo non si sente appartenente, se non è formato e se non è motivato a cambiare. Cito un vecchio adagio: “se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto”.
Il modo con il quale i manager si rivolgono ai membri del gruppo è già indicativo del futuro che quel gruppo potrà avere. Esistono molti modi diversi di chiamare i collaboratori: dipendenti, risorse, staff, squadra, ecc. È vero che un’azienda ha bisogno di un imprenditore per avviarla ed è altrettanto vero che l’imprenditore necessita di un buon management per raggiungere le mete che si è prefisso. Tuttavia, senza l’energia e il lavoro di camerieri, cuochi e di tutte quelle azioni pratiche che consentono la messa in opera del prodotto o del servizio, il ristorante non potrà avere un futuro prospero. Ecco perché è strategico fidelizzare i collaboratori prima di soddisfare i clienti.

Ma come fidelizzare i collaboratori e creare dei veri “appartenenti”? La risposta è semplice: bisogna accontentarli. Ecco dunque le 10 azioni che il responsabile del ristorante deve intraprendere per centrare l’obiettivo:
1. dare il buon esempio frequentando corsi di formazione e di aggiornamento;
2. organizzare corsi di formazione e di aggiornamento per i collaboratori, accertandosi dei contenuti e, a fine corso, far fare dei test sulla comprensione e fare svolgere delle azioni pratiche nel ristorante;
3. accertarsi sempre che quando si spiega una mansione, un nuovo compito o un nuovo servizio, tutto sia compreso esattamente. Non basta il tipico “si” in risposta, bisogna fare domande su come si applicheranno le mansioni e monitorare che vengano svolte esattamente come richiesto. Meglio scrivere le procedure quando questo è necessario.
4. Avvalersi di un sistema di misurazione dei risultati appoggiandosi a dei consulenti;
5. organizzare una buona biblioteca all’interno dell’azienda dove sia facile consultare i testi;
6. effettuare verifiche e test periodici per verificare il grado di competenza e di servizio che viene offerto dai collaboratori;
7. effettuare verifiche e test periodici per verificare il clima aziendale;
8. attivare un sistema di monitoraggio e relativi Kpi (indicatori chiave di prestazioni) per ogni mansione che permetta di verificare l’andamento di ogni aerea; per esempio, quante lamentele ha ricevuto un determinato cameriere in una settimana;
9. effettuare verifiche e test periodici per verificare le competenze e il clima aziendale dei concorrenti, come spunto per migliorare il proprio;
10. fare in modo che gli “appartenenti” si sentano realmente parte del gioco, con una serie di azioni costanti e motivazionali.

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