La motivazione del personale? L’atteggiamento del leader fa la differenza

L’obiettivo di un buon leader è quello di ambire a costruire un team coeso e capace di offrire al meglio prodotti e servizi di eccellenza. Il sogno di ogni responsabile è che ognuno, all’interno della propria squadra, faccia del suo meglio per il bene suo, del gruppo e dell’azienda. Ma come si può arrivare a questo altissimo livello di performance e di motivazione comune? Partiamo da una premessa indispensabile: se il titolare, manager o responsabile non si mette in gioco lui stesso per primo, l'obiettivo è irraggiungibile. Cosa vuol dire mettersi in gioco? Per prima cosa significa essere presente: deve esserci, deve conoscere il lavoro, deve saper formare e motivare le persone sulla base delle analisi di quanto osserva. Non si può lavorare verso un orientamento al cliente comune se il capo è assente! I dipendenti sono i primi clienti del ristoratore: come il gestore tratta i dipendenti, allo stesso modo loro tratteranno i clienti.
La mancanza di formazione e motivazione del personale è spesso alla base dell'insuccesso o del cattivo andamento di un locale. Se cercate su YouTube il video "Tipi di clienti odiosi" vi renderete conto delle possibili conseguenze sulla vostra attività che una scarsa formazione e bassa motivazione possono produrre.

Ecco cosa significa concretamente essere presente per un gestore o per il direttore di un ristorante:
• Camminare in tutte le aree del locale, scoprire gli indizi del livello di motivazione dei collaboratori e correggerli prima che sia troppo tardi. Espressione dei visi, cura personale e rapporto fra colleghi sono dei buoni indicatori da cui partire.
• Essere spesso presente nella quotidianità e osservare il livello di servizio che viene offerto: dalla pulizia del locale ai sorrisi che vengono elargiti ai clienti, al reale coinvolgimento emotivo e al livello di interesse verso i clienti. Lasciano aspettare a lungo il cliente, non salutano, non lo guardano, non gli parlano, non si interessano a lui? Questi sono alcuni degli elementi da osservare.
• Anche se non si ha molto tempo, bastano anche solo 15 minuti al giorno di corretta osservazione del lavoro svolto e del clima aziendale per capire se è più utile e/o urgente la formazione sul piano tecnico o motivazionale.
• Anche se il pensiero ‘Non ho tempo’ è predominante, ricordate che il risolvere problemi impegna maggior tempo che non prevenirli.
• Quando siete presenti nel team, la vostra attenzione e concentrazione deve essere al massimo. Quindi dimenticate il cellulare e osservate l’ambiente, il lavoro e il clima.
• Ritagliatevi del tempo per parlare con ogni singolo collaboratore periodicamente, per capire se ha suggerimenti, lamentele o aree di formazione da approfondire.
• Puntate costantemente sulla cultura del servizio: più il personale è preparato tecnicamente e più sarà semplice farlo concentrare sugli indizi di soddisfazione o meno dei clienti.

La motivazione nasce dal singolo individuo, ma il “capo” può sostenere l’auto motivazione con la formazione. Certo osservare, formare e motivare il proprio team è un lavoro costante e impegna tempo. Ma quanto tempo si perde a risolvere problemi derivanti da pessime performance e scarsa motivazione al lavoro? Il lavoro più importante di un capo è premurarsi che il lavoro venga fatto nel migliore dei modi.
I segnali che prevengono le pessime performance sono sempre molti, vanno osservati e corretti attraverso vari strumenti: formazione su aree specifiche, motivazione e analisi e valutazione dei dati in modo oggettivo e non emozionale. Il tempo da dedicare a questa attività è quindi una delle azioni più importanti di un buon leader, che certo deve conoscere lui stesso il lavoro per essere credibile agli occhi della sua squadra. Non basta dire, bisogna che il capo sappia anche fare o che conosca come si fa. L’osservazione attenta dei migliori collaboratori aiuta nelle aree in cui ci si sente meno preparati.

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