Piatti, degustazioni, eventi? Promuovili via mail

Creare un database, ottenere consenso alle comunicazioni. Le regole dell'email marketing possono essere efficaci

L’email può essere un efficace strumento di marketing: consente di aumentare la fidelizzazione dei clienti e di promuovere nuovi servizi e offerte. Occorre però prestare molta attenzione ad alcuni aspetti, come il consenso, quando si raccolgono i dati e a non esagerare nella frequenza dei messaggi che si inviano. «L’utilizzo di campagne di email marketing e di newsletter permette di costruire e nutrire con comunicazioni dirette la relazione con i clienti, per aumentarne la fidelizzazione» osserva Silvia Perrone, head of digital strategy di Contactlab, azienda specializzata in soluzioni di engagement marketing per massimizzare i risultati di business e rafforzare la relazione del cliente con il brand attraverso piani di contatto multicanale. «Sono tante le occasioni in cui è possibile comunicare con i clienti, dalle fasi iniziali in cui è necessario presentare l’offerta del locale, alle promozioni pensate per una determinata clientela o ai servizi aggiuntivi come la consegna a domicilio, fino alla raccolta di opinioni sul servizio. Inoltre l’email è percepita dall’utente come il canale abituale per ricevere comunicazioni e rispetto ad altri mezzi di contatto presenta un basso costo per l’azienda». Il punto di partenza per organizzare una campagna di marketing via email o per strutturare una newsletter è la raccolta dei dati anagrafici del cliente, come nome, email o numero di cellulare e, soprattutto, il consenso relativo all’invio di comunicazioni commerciali e all’eventuale profilazione. «Il passo successivo è quello di scegliere i temi chiave che si vogliono trattare nei mesi successivi, creare una mappa dei contenuti da promuovere e sviluppare un calendario editoriale in grado di garantire una comunicazione costante con i propri clienti» continua Perrone. I contenuti, nel caso di un ristorante, possono essere promozioni, nuove proposte, menu stagionali o a tema o legati a occasioni particolari, degustazioni, eventi: in ogni caso una particolare cura va posta alla formulazione del titolo della mail e a concentrare la parte fondamentale del messaggio all’inizio, in modo da attirare l’attenzione del lettore su ciò che si intende comunicare. «Terminati questi passaggi, si passa alla fase più operativa, preparando e inviando i singoli messaggi. Infine è fondamentale misurare le performance, eseguire un controllo sulle campagne che hanno avuto più successo e modificare quelle con le performance più basse. Per realizzare tutto ciò sono sicuramente utili soluzioni di email marketing e customer data platform per aggregare i dati sui singoli clienti», sottolinea ancora l’esperta. Può essere utile, anche se chiaramente ha un costo, usare una delle piattaforme per gestire l’invio di email (come quella offerta da ContactLab, ma anche per esempio da MailUp, o eMailChef) che aiutano a organizzare le campagne e forniscono report sulle performance, indicando quante email vengono consegnate e quante no, il tasso di apertura dei messaggi, disiscrizioni e così via. Quali gli aspetti più delicati? «Sicuramente tutti gli argomenti legati all’introduzione del nuovo regolamento generale sulla privacy, il Gdpr. Nello specifico va posta particolare attenzione alla raccolta dei dati e dei consensi, alla possibilità dell’utente di disiscriversi o di modificare i dati di contatto errati e infine alla gestione di eventuali lamentele dei clienti o richieste da parte del garante per la privacy - spiega Perrone -. Un altro punto critico è la frequenza di contatto, che non deve mai essere eccessiva. Vanno quindi previste delle politiche di non disturbo per evitare di inviare comunicazioni troppo frequentemente: generalmente una alla settimana è più che sufficiente. I costi di tutto ciò dipendono tipicamente dalla numerosità dei contatti in database. Ci sono anche piattaforme gratuite per i piccoli database fino a mille contatti. I tempi per la gestione delle campagne dipendono dalla disponibilità e dal volume dei contenuti, ma generalmente non richiedono più di mezza giornata di lavoro al massimo».

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