Se aprite il ristorante alle aziende fate un buon business in due

A tavola si stringono accordi, si fanno affari, si cementano rapporti, si celebrano successi. Perchè creare pacchetti per gli eventi aziendali è una buona idea

Mettersi a tavola è un ottimo modo per concludere un affare. I manager lo sanno: la convivialità creata dal mangiare insieme facilita gli accordi, rende più fluide le relazioni, cementa i rapporti. Provate a chiedere loro – li avete ospiti tutti i giorni – cosa farebbero trovandosi di fronte a potenziali clienti ben disposti nei loro confronti. Aggiungete: sono clienti rispettosi e che pagano. Facile immaginare la risposta: una bella proposta commerciale!
Eppure sono ancora pochi i ristoranti capaci di mettere a punto in modo strutturato un pacchetto di proposte studiato apposta per andare incontro a tutte le possibili esigenze delle aziende, quelle già clienti e quelle che potrebbero diventarlo. La maggior parte si accontenta dei pranzi di lavoro, aggiungendo al limite una proposta di banqueting.

«La opportunità sono molto di più – afferma Mauro Adami, direttore artistico ed event planner di Domo Adami Events – e molte di queste consentono di mettere a reddito gli spazi anche in momenti in cui il ristorante è chiuso. Penso ad esempio a riunioni, presentazioni, dimostrazioni di prodotti o press day, cui si potrebbe dedicare il giorno di chiusura del locale. Per il ristorante, oltre che un’occasione di business, diventano anche un momento di promozione, in cui far assaggiare la propria cucina a nuovi potenziali clienti». Chi dispone di salette separate può tranquillamente inserire questi momenti all’interno della normale routine lavorativa. Altrimenti si possono pensare giornate o fasce orarie dedicate.

«Per affrontare seriamente questo business – afferma Adami – il primo passo è creare una serie di proposte base per le varie tipologie di evento. Non vanno considerati dei pacchetti “prendere o lasciare”, ma delle basi di partenza per poi costruire insieme alle aziende clienti un evento il più possibile personalizzato e studiato su misura».

Il ristorante, poi, può diventare il teatro per una serie di attività in cui i clienti sono parte attiva: «Si possono organizzare dei corsi di degustazione – spiega Adami -, come pure dei corsi per insegnare a preparare i migliori piatti regionali, facendo anche un po’ di cultura del territorio».
Se gli spazi in cucina lo permettono, un’altra attività che sta prendendo piede tra le aziende è il team building  dietro ai fornelli: «Le possibili formule sono molteplici: si può cucinare insieme un pasto per poi consumarlo, prevedere una sfida tra più team a chi crea il menu migliore o la mise en place più attraente, o fare aggregazione prevedendo la possibilità di assaggiare piatti di culture differenti».

Cosa occorre perché funzionino? «Un progetto di base, una buona organizzazione, tempistiche precise e massima personalizzazione».

Foto: Courtesy Caffè Commercio – Vigevano (Pv)

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