Vini Igt e Dop: cambiano le regole

Dall’etichetta al tappo, cambiano le regole per il confezionamento del vino. Meglio: vengono aggiornate e ordinate.
Merito di un lavoro di semplificazione e ricodifica delle norme nazionali che attuano le disposizioni comunitarie in materia di denominazioni di origine protette (Dop), indicazioni geografiche protette (Igp), menzioni tradizionali, etichettatura e presentazione di determinati prodotti vitivinicoli.
Il risultato è contenuto nel decreto del ministero delle Politiche agricole del 13 agosto 2012, entrato in vigore il 29: un testo unico che fa piazza pulita delle precedenti disposizioni contenute in una serie di decreti, ora abrogati, e che accomunerà tutto il territorio nazionale.

Eliminati alcuni vincoli per i produttori
Tra le principali novità c’è la ricodificazione, che elimina alcuni vincoli dichiarativi a carico dei produttori, legati all’etichettatura e alla presentazione. Vengono elencate le espressioni che possono completare il nome e l’indirizzo dell’imbottigliatore, o quelle che indicano l’imbottigliamento nella zona di produzione.
E vengono spiegate alcune deroghe alle indicazioni: come per esempio la possibilità di usare
il codice attribuito dall’Icqrf (ispettorato antifrodi del ministero), completato dalla sigla IT, al posto del nome o della ragione sociale o della sede legale di imbottigliatore, produttore, importatore o venditore. O ancora, viene ordinato l’elenco dei sinonimi delle varietà di vite che possono essere utilizzate nella etichettatura e nella presentazione dei vini.

Via libera ai tappi a vite nei vini Doc

Vengono poi dettate le regole sui recipienti e le tappature dei vini Docg, Doc e Igt: pur salvaguardando l’immagine delle produzioni più qualificate (Docg), sono eliminati alcuni vincoli troppo limitativi che riguardano il confezionamento, ormai non più in linea – soprattutto per i vini Doc – con le esigenze dei principali mercati di esportazione.
Oltre ad aggiornare le norme sui contenitori alternativi al vetro per i vini Doc, sono state introdotte misure di liberalizzazione per consentire l’uso delle varie tappature ammesse dalla normativa comunitaria: tra queste il tappo a vite, molto richiesto sui mercati esteri. Rimane invece l’uso del tradizionale tappo di sughero per le produzioni più qualificate, in conformità agli specifici disciplinari di produzione

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