Dalla Valsassina un secco no ai formaggi senza latte fresco

 

Carozzi Formaggi, azienda produttrice di formaggi tipici lombardi DOP della Valsassina,  entra a gamba tesa nel dibattito sui formaggi senza latte fresco. I farri sono ormai noti: finora la legge italiana ha vietato  l’utilizzo di latte in polvere per la produzione di formaggi.  Secondo quanto segnalato dalla Commissione Europea al Governo Italiano, questa  violerebbe la libera circolazione delle merci all’interno dell’UE, motivo per il quale è stato chiesto di modificarla, introducendo la possibilità di produrre formaggi anche con latte in polvere.

“Per noi è inimmaginabile l’idea di poter produrre formaggi senza l’utilizzo di latte fresco. Mandiamo avanti da anni una tradizione millenaria che ci è stata tramandata dai nostri genitori e avi, introdurre elementi chimici quali il latte in polvere sarebbe una vera e propria offesa non solo per il nostro territorio, ma per l’intero passato dell’Italia, riconosciuta in tutto il mondo per essere la patria della buona e genuina cucina” – ha dichiarato Marco Carozzi, Responsabile di produzione aggiungendo – “produrre formaggio utilizzando latte in polvere è sinonimo di un abbassamento della qualità intrinseca del prodotto, non solo in termini di gusto, che sicuramente risulterà indistinto, ma quello che muterà saranno anche i valori nutrizionali e, di conseguenza, la qualità generale del prodotto proposto al consumatore”.

La storia del formaggio trova origine addirittura nella mitologia, con racconti che parlano di Ninfe greche, mercanti arabi e personaggi quali Polifemo intenti a gustare questo prodotto antichissimo, che ha visto poi uno sviluppo nel tempo con tecniche di lavorazione sempre più moderne, partendo da quelle scoperte da Etruschi e Romani fino ad arrivare ad oggi. La produzione, l’utilizzo e la conservazione del formaggio sono mutati fortemente nel tempo, mantenendo tuttavia un fil rouge costante: la presenza del latte come materia prima. Cosa succederebbe qualora la “diffida” della Commissione Europea dovesse trovare esito positivo? Si mangeranno “non formaggi” creati con polveri chimiche? Sicuramente la modifica della legge non riguarderebbe i formaggi DOP (a Denominazione di Origine Protetta) perché fortunatamente hanno un “disciplinare di produzione” che lo vieta espressamente, ma degli altri cosa ne sarà?

Gli effetti di questa proposta non cadranno solo sul gusto e sulla qualità del prodotto in sé, le conseguenze saranno anche di carattere più generale, come ha sottolineato Maurizio Martina, Ministro alle politiche agricole e come ha ribadito Roberto Carozzi, legale rappresentante di Carozzi Formaggi: “Il dubbio che si pone è se i consumatori saranno debitamente informati nel momento in cui andranno ad acquistare un prodotto o se la presenza di latte finto o vero sarà solamente accennata o trasmessa velatamente. La questione dell’etichettatura rappresenta un grosso punto di domanda qualora dovesse essere accettata la proposta avanzata dalla Commissione Europea. Inoltre, la presenza sul mercato di questo genere di prodotto provocherà una disparità di prezzo non indifferente tra formaggi veri e quelli frutto di reazioni da laboratorio che risulteranno essere sicuramente meno costosi non essendo prodotti con materie prime, un problema non indifferente per l’economia. Il rischio più grande è quello che tanti formaggi italiani spariscano dal mercato e con loro una parte di cultura e patrimonio italiano, occorre dunque che le realtà d’eccellenza italiane si coalizzino contro questa possibilità per il bene di tutti, dal consumatore finale al rivenditore, dal contadino al produttore”.

La questione è complessa e forse passeranno mesi (o addirittura anni) prima che verrà presa una decisione definitiva. Quello che è certo è il destino a cui il patrimonio caseario e gastronomico italiano andrebbe incontro qualora la richiesta della Commissione Europea venisse accettata: l’intera Nazione perderebbe il suo appellativo di eccellenza nella produzione casearia, i prodotti standardizzati prenderebbero il sopravvento sui profumi e sapori tipici nostrani.

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