Davide Oldani: una cucina a vista e un’altra per sperimentare

Tredici anni sono passati dall’apertura del D’O, a San Pietro all’olmo di Cornaredo (Mi). Che ora ha cambiato indirizzo, ma di pochissimo: allo stellato chef Davide Oldani è bastato attraversare la piazza. Lì, in collaborazione con l’architetto Piero Lissoni, è stato inaugurato a giugno il “nuovo” D’O. Un cambiamento importante per lo chef che ha fatto della cucina Pop - con un menu a 11 euro che ha fatto storia - uno stile inconfondibile: prodotti “poveri” ma eccellenti, piatti a prezzi accessibili. E una cucina “circolare” dove fra dolce e salato esiste un continuo rimando gustativo.

Un’impostazione che non è disattesa nemmeno oggi, coi dovuti aggiustamenti: ad esempio il menu Rapidità, 2 portate a 32 euro o quello Armonia, 6 portate a 75. Il nuovo locale ricalca l’impostazione di una casa (per ribadire il concetto di accoglienza), su due livelli e ambienti divisi in tinello, soggiorno, salotto, galleria, veranda, cantina e studio. E naturalmente la cucina, anzi “le” cucine. Una “nascosta”, dove lo chef sperimenta nuove ricette; l’altra a vista, dove effettua la produzione, a stretto contatto gli ospiti. Per questa cucina lo stesso chef ha progettato, con l’azienda Marrone, un monoblocco con 3 piani a induzione a “tuttocampo”. «Ho voluto ingrandirmi nel senso delle metrature, anche se non era questo lo scopo principale. L’ho fatto con l’obiettivo di realizzare una cucina più “grande”, capace di evolvere; e nello stesso tempo per razionalizzare gli spazi e rendere tutto più funzionale».

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