Esce un’app sui cibi kasher utile a tutti i ristoratori. Religione a parte

L'alimentazone kasher è seguita da un numero sempre crescente di persone non ebree per ragioni salutistiche e non solo religiose. Il motivo è semplice: i prodotti certificati come kasher sono tracciati con estrema attenzione in ogni fase della loro lavorazione e quindi sono particolarmente affidabili per il sempre crescente numero di persone con allergie e intolleranze alimentari.

marchio k.itPer questo motivo il Ministero dello Sviluppo Economico ha supportato l'Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) nella la creazione di un ente certificatore nazionale che imporrà il marchio K.it ai prodotti garantiti kasher. Sempre con il supporto ministeriale, alla fine di questo mese di giugno uscirà anche un'app per smartphone e tablet con l’elenco di tutti i prodotti italiani certificati kasher. Sarà utile a chi ha problemi di salute ma anche a chi, come i ristoratori, ha la responsabilità di rispondere correttamente alle richieste dei clienti con intolleranze alimentari.

Per esempio, gli ebrei osservanti non possono consumare latte e carne insieme. Ecco quindi che l’app fornisce l’elenco dei prodotti che con certezza non contengono neanche una molecola di latte o di carne. D'altra parte, può accedere che il cliente di un ristorante informi il cameriere di essere allergico al latte. Ecco che il cuoco potrà controllare tramite l’app se l’alimento di produzione industriale che intende usare ne contiene tracce. Se invece l'avventore è vegetariano, basterà controllare l'app e venire incontro alle sue richieste.
Ugualmente, gli ebrei osservanti non possono consumare crostacei. In questo caso l’elenco dei prodotti che ne sono sicuramente privi sarà di vitale utilità per le tantissime persone allergiche a questi prodotti del mare. Idem per gli intolleranti al lievito che possono giovarsi della garanzia necessaria anche agli ebrei che non ne possono assumere durante il periodo pasquale. Gli esempi potrebbero continuare a lungo.
Molte le aziende che si sono già fatte certificare. Tra le più note, Barilla, Galbani, Lazzaroni, Bonomelli e De Cecco.

 

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