Fare il pane in casa, tradizione da riscoprire

La gamma di miscele per panificazione InTavola assicura resa e profondità di offerta

Portare in tavola un cestino di pane ben cotto e ben assortito e con l’inconfondibile fragranza del prodotto appena sfornato è come mettere in mano al cliente un biglietto da visita che rivela passione e attenzione ai dettagli.

Serviti o conservati

Per i ristoratori che desiderano offrire alla propria clientela pane fatto in casa Novaterra Zeelandia, azienda di proprietà olandese che opera sul mercato italiano dagli anni ‘90, ha creato la linea InTavola.
Si tratta di miscele complete al 100%, che richiedono solo l’aggiunta di acqua e lievito e un minimo di organizzazione del lavoro, dato che le fasi del processo di produzione (lavorazione, lievitazione e cottura) richiedono un paio d’ore. Per chi non riesce a
ritagliarsi questo tempo giorno per giorno c’è un’altra possibilità: approfittare di un momento di “calma” nel lavoro per cuocere il pane e conservarlo per un utilizzo successivo. In questo caso, cambiano leggermente le modalità e i tempi di cottura. Per esempio, per ottenere delle tartarughine di pane casereccio pronte da servire occorre prevedere 17 minuti di cottura (umidità relativa 50%) e 5 minuti al 10%.
Se gli stessi panini vanno conservati il tempo di cottura complessivo va ridotto a 17 minuti, terminati i quali le tartarughine vanno sfornate, raffreddate, coperte con cellophane e stoccate in frigorifero (3/5 giorni) o in abbattitore. La cottura potrà essere completata al momento opportuno, infornando i panini a 190°C a secco per 4-5 minuti (nel caso dell’abbattitore, dopo averli scongelati per 20/25 minuti).
Una soluzione che consente di ridurre gli sprechi, producendo di volta in volta solo il quantitativo necessario.

Mix di farine per una produzione facile e versatile
I mix InTavola, che sono forniti in confezioni da chilo (sufficiente per 36 panini da 40 g), sono proposti in diverse varianti, per dare al ristoratore la possibilità di creare un cestino del pane vario e originale. La filosofia è, infatti, quella di puntare su miscele un po’ particolari e, spesso, anche nutrizionalmente ricche: dal kamut al farro, dall’integrale al prokorn, con il 44% di farina di frumento integrale. Inoltre ogni miscela permette di ottenere più prodotti, ampliando ulteriormente l’offerta: con lo stesso mix si possono preparare, oltre al pane, focaccine o grissini, aggiungendo 50 g di olio d’oliva all’impasto e modificando leggermente i tempi di cottura.

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