Elav, una nuova scenografie per la birreria con cucina

Birra artigianale e ristorazione si fondono nel nuovo locale Elav Kitchen & Beer a Bergamo alta, dove entra in scena l’identita’ di un marchio legato al proprio territorio, fra natura e prodotti locali

Un nuovo concept architettonico per il birrificio Elav che, a Bergamo Alta, apre un locale per abbinare le sue 36 tipologie di birra artigianale alla ristorazione. È un’azione mirata di re-branding quella proposta dai progettisti Francesca Perani e MargStudio (Annalisa Grasselli e Matteo Rota) per Elav Kitchen & Beer, che rende tangibile lo stretto legame del birrificio autoctono con il territorio e le sue maestranze, la natura e la terra dalla quale provengono tutte le materie prime, ma anche la sua forte identità costruita sulla continua ricerca, la sperimentazione e il rispetto della tradizione.

Il concept architettonico ne ha tenuto conto integrando agli elementi storici dell’edificio altri nuovi di grande impatto scenografico: il bancone di “terra”, l’affaccio sulla “corte verde” e lo scenografico sistema di spillatrici. Il mondo agricolo e rurale d’appartenenza è qui rielaborato attraverso un progetto studiato nei particolari che si sviluppa su due livelli e colloca, al centro della sala principale al piano terra, il bancone di “terra” lungo 8 metri, realizzato con uno speciale rivestimento di resina mista a graniglia e fieno. Elemento che struttura lo spazio e unisce la parte di servizio a quella di consumazione creando un’esperienza partecipata fra ospiti e gestori. A sua volta, al centro del bancone, converge il sistema di spillatrici formato da 7 tubi in acciaio satinato, uno per ognuna delle tipologie di birra. Il classico “pitone” per la spillatura, nella nuova conformazione ramificata evoca i percorsi delle tubature dei birrifici e diventa collegamento per il sistema di illuminazione, costituito da tubature in acciaio zincato che si snodano seguendo la matrice del soffitto a cassettoni in cemento armato.

Una luce soffusa avvolge la sala principale e la zona pranzo più privata che, come la boiserie in legno color noce di rurale memoria, rende l’ambientazione calda e raccolta. Non è questa la sola fonte di luce della sala ristorante, posta sul fondo del locale, che beneficia anche della retroilluminazione della parete “vegetale”, scenografico escamotage per simulare l’affaccio verso un cortile interno. Pur nell’essenzialità del suo sviluppo longitudinale, lo spazio al piano terra presenta una serie di accorgimenti ambientali fra cui le griglie metalliche con texture geometrica (a richiamo del soffitto a cassettoni) che, al piano inferiore, diventano elementi di suddivisione tra lo spazio privato e la zona di esposizione-cantina delle birre artigianali autoprodotte.

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