La mensa aziendale rivista e aperta agli esterni

Il centro direzionale Lavazza, a Torino, ospita anche il bistrot per impiegati e clienti esterni. dotato di una grande cucina principale e uno spazio per 320 coperti serviti in 3 isole, secondo i principi Slow Food

A Torino, il nuovo campus Lavazza è un concentrato di proposte culturali e culinarie. Nell’ex centrale elettrica Enel ristrutturata ha aperto il nuovo ristorante/caffetteria progettato da CZA-Cino Zucchi Architetti e rgastudio per gli impiegati della società e gli ospiti esterni.

Il Bistrot è predisposto per ospitare fino a 320 persone fra il primo piano, dove sono ubicate anche salette riservate su prenotazione, e il secondo piano. Proposti in altrettante isole, tre menu variano quotidianamente e sono ispirati alla filosofia Slow Food: street food di tradizione italiana nell’isola Via San Tommaso 10; cucina green e salutistica nell’isola ¡Tierra!; piatti della cucina nazionale e piemontese nell’isola Murisengo. Dalla hall situata al piano terra (con badge di accesso ai tornelli che effettua la registrazione in automatico dei piatti scelti) si accede tramite un’ampia scala alle aree consumazione con “isole” a self-service, dalle quali si raggiunge il piano con le zone di consumazione più intime.

Il benessere della persona è al centro del progetto d’interior design, che ha predisposto un’accurata insonorizzazione degli spazi, così come è accurata l’offerta gastronomica con ingredienti rigorosamente selezionati e scelti per la loro specifica composizione nutrizionale. Il layout delle zone di preparazione e somministrazione è stato studiato in collaborazione con Gianfranco Calzoni, titolare di Nuova Ristorazione.

L’isola Via San Tommaso 10 è predisposta per fritture di pesce, patatine, pizza, carne e pesce alla griglia e dispone sempre di un primo e un secondo piatto con contorno a tema street food; si compone di un bancone rivestito in Corten, mentre al centro è posto il forno Zanolli per pizza e focacce, accanto al quale sono stati installati i frigoriferi Hiber.
L’isola centrale ¡Tierra! è un bancone continuo con fronte in mosaico bianco a nido d’ape, costituito da due aree: una zona fredda per piatti vegetariani e vegani, centrifugati, insalate, sformati e una zona calda dedicata a contorni e zuppe.
Direttamente collegata alla cucina principale, c’è infine l’isola Murisengo, costituita dalla zona della pasta al salto, drop-in caldi (elementi per bagnomaria) per primi e secondi preparati al momento e da una vetrina fredda per frutta e dolci.

La cucina principale consiste in un blocco cottura centrale della serie 900 di Mareno dotato di fry top, friggitrice, cuocipasta e due piani a induzione ed è composta in base alla lunghezza del sistema di cottura variocooking center Metos; il tutto è ulteriormente supportato da altri due forni (Metos System Rational SelfCookingCenter e Rational SelfCookingCenter 5 Senses) posti lungo la parete opposta.

Dalla cucina si accede alle zone preparazioni e lavaggio stoviglie, attrezzata da Comenda e con sistema Ecolab (senza plastica) per i detergenti, dove sono posizionati recuperatori di calore e pompe di calore, allo scopo di ridurre al minimo i consumi elettrici e l’umidità dell’aria interna.

Le zone dedicate alle preparazioni (area preparazione banqueting, area macelleria, area per frutta e verdura) sono tutte divise, ma collegate alle celle frigorifere: la zona frutta e verdura può contare su un robot taglia verdure e il pela-patate Aurea; la zona macelleria è dotata di affettatrice Noaw, con affettacarne e tritacarne Fimar; la zona banqueting per le preparazioni di dolci e menu per eventi aziendali che si tengono nell’area free flow è attrezzata con forno Naboo Lainox.

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome