Tanti chef e grandi sfide sono di casa a Lione

Prodotti innovativi, nuovi format di ristorazione e concorsi come il Bocuse d'or. A Lione, in gennaio, al prossimo Sirha

Ogni due anni, a fine gennaio, per cinque giorni Lione diventa la capitale mondiale della ristorazione. Oltre 200mila visitatori professionali, tra cui più di 25mila chef, arrivano qui per il Sirha, il salone mondiale dell’ospitalità e del foodservice. I numeri sono eloquenti: circa 3mila espositori in tutti i settori dell’industria della ristorazione, suddivisi in 11 settori per oltre 132mila mq di superficie.

Il potere di attrazione del Sirha, però, va al di là dell’offerta espositiva. Negli anni è diventato uno dei rendez-vous obbligati per i professionisti della ristorazione e della pasticceria a livello internazionale anche grazie al fatto che al suo interno ospita eventi di grande richiamo, come le finali mondiali di concorsi come il Bocuse d’Or, destinato ai cuochi, o la Coppa del Mondo della Pasticceria.

«I concorsi fanno parte del dna di Sirha – conferma Marie-Odile Fondeur, managing director di Sirha -. Sono ciò che lo rendono un salone unico al mondo. Rispetto ad altre esposizioni fieristiche del settore, che si concentrano su prodotti e attrezzature, Sirha, infatti, si basa anche sulla trasformazione dei prodotti. La ristorazione è una professione che evolve solo grazie ai concorsi. È per questo che fin dall’inizio abbiamo puntato sulle competizioni ed è anche grazie a questo che abbiamo potuto sviluppare Sirha nel mondo. Nei due anni tra un’edizione e l’altra, infatti, organizziamo una quarantina di eventi nel mondo, tra mini saloni e selezioni continentali dei concorsi. Questo ci permette di incontrare gli chef, fidelizzarli, raccontare loro cosa facciamo. Perché quel che facciamo è molto particolare. Sirha non è un salone dove semplicemente si gira tra gli stand, ci sono moltissimi eventi, moltissime cose da fare».

Altra caratteristica del Sirha è l’innovazione. Alla prossima edizione, dal 26 al 30 gennaio 2019, ci si potrà rendere conto di quel che di nuovo bolle in pentola visitando i tre laboratori live: Food Studio (3 palchi dedicati alla sperimentazione gastronomica), Sixième sense (nuovi concept di ristorazione) e Food Design Expo. «Abbiamo sempre avuto un ruolo di avanguardia nell’anticipare le tendenze del foodservice – afferma Fondeur -. Chiediamo a trendsetter e designer di illustrare quel che sarà la ristorazione di domani. Anche gli spazi concorsi riflettono le tendenze del momento. Ad esempio, al Sirha ci sarà uno spazio dedicato ai formaggi, che oggi sono di attualità. Gli chef, quindi, vengono a Sirha per trovare ispirazione, oltre che per ritrovarsi tra colleghi».

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