Feste private nei ristoranti: via libera anche ai balli

Far festa al ristorante: cosa c’è di nuovo? Che si sta diffondendo l’abitudine di “affittare” un pubblico esercizio di somministrazione per organizzare un evento privato: compleanni, anniversari, feste di laurea, eventi aziendali ecc. Un ristorante, infatti, può essere la risposta a più necessità: spazi attrezzati, cibi e bevande di qualità ma anche la possibilità di organizzare balli o altri trattenimenti.

C’è differenza rispetto allo svolgimento della normale attività di ristorazione? La risposta è sì e riguarda proprio la possibilità di organizzare balli e trattenimenti nell’ambito di feste private.

Il ristorante viene definito dalla legge (il cosiddetto Tulps, ovvero il R.D. n. 773/1931) un “pubblico esercizio di somministrazione“. Ciò significa che per sua natura compie un’attività rivolta a chiunque voglia usufruirne. Lo stesso Tulps stabilisce che il ristorante “non può rifiutare la prestazione di somministrazione” se un utente la richiede (fatta salva ovviamente la possibilità di prevedere un sistema di prenotazione). A seguito della sua natura di esercizio pubblico, tutto ciò che si svolge all’interno di un ristorante assume una valenza che l’ordinamento giuridico vuole tutelare per garantire alla collettività il rispetto delle varie normative. Per un ristorante che volesse organizzare una festa privata, dal punto di vista degli obblighi sanitari e fiscali (come pure per la norma di tutela dall’inquinamento acustico e quella edilizia-urbanistica) non cambia nulla.

Per la normativa che regola i trattenimenti e i balli effettuati in occasione di feste e simili, invece, è tutto più facile.

Infatti in un pubblico esercizio che svolge la propria attività nei confronti di un “pubblico indistinto”, lo svolgimento di balli e danze comporta l’acquisizione di una specifica licenza di polizia amministrativa (art. 68 o 69 del Tulps): la procedura per il rilascio prevede l’intervento di una commissione tecnica comunale di vigilanza (talvolta provinciale) nei casi in cui il locale superi la capienza di 200 persone, o nella migliore delle ipotesi la presentazione di una Scia da parte del titolare corredata di una specifica relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato che certifica in modo dettagliato il rispetto di tutte le normative previste per tale genere di attività.

Nel caso di una festa privata, per il ballo eventualmente organizzato all’interno e rivolto ai soli partecipanti alla festa non è richiesto il rispetto della normativa del Tulps e la licenza, proprio perché l’attività non è “aperta al pubblico” ma effettuata nei confronti di una “cerchia determinata di persone”. Ovviamente non deve essere consentito l’accesso di altri che non siano gli invitati.

 

Check list

Spazio Bisogna utilizzare uno spazio (interno o esterno) connesso con il ristorante e verificare che sia chiuso al pubblico indistinto.
Controlli È necessario vigilare che alla festa da ballo non partecipino altri che non siano gli invitati.
Divieti Non si può far pagare un prezzo distinto (biglietto o altro) per la festa da ballo né pubblicizzare il trattenimento come fosse  organizzato dal ristorante.
Documenti Occorre verificare che gli ambienti utilizzati siano stati inseriti nella planimetria allegata alla notifica igienico-sanitaria presentata per esercitare l’attività e che il locale abbia il documento di previsione di impatto acustico a firma di un tecnico abilitato
Presenze Se i partecipanti superano le 100 persone scatta l’obbligo di rispettare la normativa di prevenzione incendi: va presentata una Scia indirizzata al Comando Provinciale Vigili del Fuoco tramite un tecnico abilitato.
Orari I trattenimenti musicali devono terminare quando termina la somministrazione di alimenti e bevande.

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