Fuori Lingotto tre grandi chef parlano di alleanza con i contadini

Tra gli appuntamenti fuori Lingotto del prossimo Salone del Gusto di Torino, si prospetta di particolare interesse per cuochi e ristoratori la conferenza “Se i grandi Chef si alleano con i contadini” con gli chef francesi Michel Bras e Olivier Roellinger e l’albanese Altin Prenga. L’incontro avverrà il 24 settembre alle 17 al Teatro Carignano.
story_02In un momento in cui la figura del grande chef è sempre più legata alla ribalta televisiva, tre grandi professionisti vengono a parlare di un cuoco in stretto contatto con terra e contadini. A questo proposito, avrà molto da dire Michel Bras, 3 stelle Michelin. Da lui non ci aspettiamo piogge di fulmini sui tv-chef alla padre Zeus, Bras è il primo a riconoscere che l’elevata esposizione mediatica ha avuto il merito di diffondere la cultura alimentare e dei prodotti anche press fasce di pubblico facilmente accessibili solo dalla tv generalista. Ma qualche tiratina d’orecchi a chi ha perso troppo di vista il piatto per fissare l’obiettico di una telecamera è possibile che arrivi. Bras non si è ubriacato di stelle ed è rimasto attaccato come una cozza al suo ristorante che sorge sull’altopiano dell’Aubrac e soprattutto all’anesso orto che gli fornisce le materie prime e senza il quale, secondo lui, il risotrante stesso non avrebbe ragione di esistere.

Allerigico alle stelle, invece, sembra essere il bretone Olivier Roellinger. Nel 2008 ha rinunciato alla terza stella Michelin per mantenere la sua cucina più semplice, più  legata alla tradizione gastronomica della Bretagna, più comprensibile e accessibile a tutti. Fulcro della sua cucina è proprio lo stretto rapporto con coltivatori, allevatori, pescatori e apicoltori del territorio. Dice di non avere niente contro la cucina in tv, purché lo chef sappia  che deve restare l’interprete del lavoro di contadini e pescatori, non di uno sceneggiato televisivo. Ora il suo “Le Coquillage” di Cancale di stelle na ha solo una, ma lui sembra proprio non farsene un cruccio.
Terzo conferenziere sarà l’albanese Altin Prenga. Arrivato in Italia su un gommone nel 1999, dopo dodici anni è tornato in Albania dove ha aperto il ristorante “Mrizi i Zanave” (L’ombra delle fate) che dà lavoro a 200 famiglie di contadini e allevatori. Anima dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi albanesi, a lui si deve la riscoperta e la riproposizione della cucina tradizionale albanese. Anche lui, c'è da scommettere, porterà una testimonianza preziosa per gli chef in continua formazione.

 

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