Gallo Nero in fermento

Introduzione sul mercato di super-riserve e restyling del marchio storico. Sono gli obiettivi a breve termine del nuovo presidente, Sergio Zingarelli

Con oltre 600 soci iscritti, di cui circa 350 imbottigliatori, il Consorzio Vino Chianti Classico rappresenta oggi il 95% dell’intera denominazione e si avvale di un’organizzazione moderna, strutturata e professionale per svolgere al meglio le missioni per cui è nato: la tutela e la valorizzazione del vino Chianti Classico e del suo marchio.
Il nuovo presidente, nominato a luglio, è Sergio Zingarelli, titolare dell’azienda Rocca delle Macìe di Castellina in Chianti, il tredicesimo nella storia del più antico Consorzio vitivinicolo d’Italia.

Con il nuovo presidente abbiamo scambiato qualche battuta.

Quali sono oggi i mercati di riferimento?

È abbastanza complicato, ma nei primi sei mesi dell’anno abbiamo visto un 11% in più nella richiesta delle fascette. Quindi le vendite sono in ripresa, ma solo all’estero perché il mercato interno è in stallo. In par- ticolare, in Canada, negli ultimi dieci anni, sono triplicate le vendite.

Quali le prime mosse del nuovo consiglio?

Vogliamo puntare soprattutto sul riposizionamento del Chianti Classico Gallo Nero sul mercato interno e internazionale, con un occhio di riguardo al settore horeca. Stiamo pensando anche a una nuova piramide del Chianti Classico, con una visibilità maggiore per i vini top delle aziende consorziate.

Una qualità maggiore insomma?

Non solo. Siamo determinati a far comprendere al mondo le possibilità dei vini del Chianti Classico Gallo Nero, con un’attenzione particolare alle Riserve, con la nascita di una super-riserva (che aspetta ancora un nome) prodotta con sole uve di proprietà e immessa sui mercati non prima di 30 mesi dalla vendemmia. Di più: il vino sfuso verrà certificato in modo che non possa essere trasferito da un’azienda all’altra.

È prevista una nuova comunicazione?

È tra le priorità del Consorzio, anche in funzione del restyling del marchio del Gallo Nero, che prevede un riposizionamento sulla bottiglia: non più ancorato alla fascetta di stato della Docg, ma ben in vista sulla bottiglia per imprimere così maggior valore e visibilità. Il marchio del Gallo Nero dovrà diventare un elemento di distinzione imprescindibile per distinguersi dagli altri Chianti.

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