I grandi bianchi del Collio

Un territorio diviso in micro zone, quasi dei veri cru ognuno dei quali con caratteristiche proprie, dà vita a etichette di pregio che si fanno ricordare per profumi, freschezza e mineralità

Posto sulla linea di confine con la Slovenia, il Collio è forze la zona vitivinicola più famosa del Friuli. Oltre 1.500 ettari, in gran parte destinati alla produzione di vini bianchi, che godono di un mix unico di terreni (salinità e mineralità), clima e tradizione enologica.
Una tradizione, è bene saperlo, che nasce subito dopo la Grande Guerra: il Collio fu teatro di sanguinose battaglie che lasciarono una zona devastata, dal punto di vista agricolo. Fu allora che il reimpianto dei vigneti e la ricostruzione che seguì incoraggiò l’evoluzione della viticoltura verso le uve a bacca bianca.

A tutela e indirizzo del lavoro, nel 1964 nacque il Consorzio di tutela dei vini del Collio, uno dei primi in Italia, che nel 1968 ottenne il riconoscimento della Denominazione d’origine controllata. La fusione dello storico Consorzio Tutela Vini Collio con il Consorzio Tutela Vini Carso, ha portato nel 2010 alla nascita del Consorzio Tutela Vini Collio e Carso.

Bottiglia dedicata
Nel suo ruolo di promozione e valorizzazione delle due Doc, in questo caso della Doc Collio, il Consorzio si è fatto promotore su tutto della bottiglia Collio, un progetto che ha messo in primo piano il rispetto della natura e contemporaneamente la ricerca di un’economia di sistema.

La bottiglia pesa 500 g, contro i 550-600 attualmente utilizzati, quindi meno vetro. Inoltre il collo risulta meno allungato e que- sto si traduce nell’utilizzo di un tappo in sughero più piccolo. Sulla baga, direttamente sul vetro, campeggia in negativo il marchio “Collio”, mentre sulla parte della capsula che chiude la bottiglia fa bella mostra di sé in un tondino giallo.

Micro zone

Il territorio è diviso in micro aree, ognuna delle quali con le caratteristiche di piccoli cru dotati di propria personalità: Brazzano, costellato da molte terrazze, Capriva del
Friuli, piccolo centro di origini antiche con vigneti molto prestigiosi che traggono qualità anche dalla storia, e Dolegna del Collio, dolci declivi vitati e vasti boschi. Più a sud, Farra d’Isonzo, un’isola collinare vitata ai cui piedi scorre il fiume Isonzo, e la piccola frazione di Lucinico, antico paese medievale ai piedi del monte Calvario sulle cui pendici si adagiano pregiati vigneti. Di Mossa, dove scorre il Rio Toccai, si narra che abbia dato il nome a uno dei vini più noti del Collio, l’attuale Friulano. E poi Oslavia, dove tra filari di uve pregiate e vigne-giardino protagonista è la Ribolla; Plessiva, dove le vigne tessono un mantello unico con quelle della
Slovenia, e Pradis, dove i filari si rincorrono disegnati nella dolcezza dei loro profili. A Ruttars le vigne esposte a mezzogiorno si estendono in ogni dove facendo da cornice al Castello di Trussio.
E ancora San Floriano del Collio, sospeso sopra le altre colline del Collio, con vigne disposte su terreni ripidi e terrazzati, e Villanova di Farra, con pregiati vigneti sui quali svetta il Monte Fortin.

E i vini? Tanti rossi, naturalmente, ma soprattutto i bianchi: Collio Doc, e poi Traminer Aromatico, Riesling, Riesling Italico, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Müller Thurgau, Malvasia, Sauvignon, Collio Picolit, Friulano, Ribolla Gialla.

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