Il Lugana si fa in cinque

“Base”, superiore, riserva, ma anche tardivo o spumante. Vino eclettico adatto a ogni occasione, gode oggi di un buon successo nel mondo del fuori casa. Da non sottovalutare anche l’ottimo rapporto qualità/prezzo

Bevi il tuo Lugana giovane, giovanissimo e godrai della sua freschezza. Bevilo di due o tre anni e ne godrai la completezza. Bevilo decenne, sarai stupefatto della composta autorevolezza”.
Nelle parole di Luigi Veronelli sta la quintessenza del Lugana: un vino bianco che gode di un assoluto successo nel mondo del fuori casa grazie alla sua qualità, alle ottime interpretazioni (fermo, riserva, spumante e tardivo) e ai prezzi competitivi
a cui viene proposto.

Racchiusa nel magico quadrilatero gardesano, che ha nei comuni di Sirmione e Pozzolengo i propri apici verticali, e in Desenzano e Peschiera quelli orizzontali (il quinto
comune è rappresentato da Lonato), la denominazione Lugana si sviluppa lungo la piana morenica a sud del lago di Garda, a cavallo di due province (Brescia e Verona) e di due regioni (Lombardia e Veneto).
Nella Lugana il microclima, influenzato positivamente dalle temperate brezze del lago di Garda, è ideale per la coltivazione dell’uva. Una “culla climatica”, protetta dal vicino lago e perfetta per accudire e valorizzare le peculiarità di un’uva particolare come il trebbiano di Lugana.
Vitigno autoctono, chiamato tradizionalmente turbiana, è affine al verdicchio sotto il profilo genetico, ma assolutamente indipendente da questo dal punto di vista fenologico, agronomico ed enologico.

Fresco da giovane
acquista struttura nelle versioni mature

Fra i primissimi vini in Italia a ottenere la Denominazione di origine controllata, era il 1967, veniva inizialmente prodotto con almeno il 90% di
uve di trebbiano di Lugana senza aggiunta di vitigni aromatici e fino agli anni ’80 la filosofia produttiva dominante dava vita a vini semplici, leggeri, puliti e beverini.
È negli anni ’90 che nei vigneti del Lugana si avvia quella “rivoluzione culturale” che ha portato, grazie a un maggiore impegno nella coltivazione e nella vinificazione, alla produzione di diverse tipologie di Lugana più consone alle tendenze del mercato.
L’attuale disciplinare di produzione prevede ben cinque tipologie: la versione “base”, il Superiore, la Riserva, la Vendemmia Tardiva e lo Spumante.
Il Lugana Superiore, introdotto dal 1998, deve essere sottoposto a un periodo di affinamento di almeno un anno a partire dalla vendemmia; mentre il Lugana Riserva, da poco introdotto nel disciplinare di produzione, è la naturale evoluzione della tipologia Superiore dovendo affinarsi per almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia.
La longevità dei Lugana, varia da tipologia a tipologia, ma anche da stile a stile: oggi che la produzione è sempre più orientata a vinificazioni in acciaio e “sur lie” (soste prolungate del vino sui propri lieviti per aumentarne corpo e sapore) nonché ad affinamenti misti (parte in acciaio e parte in legno) per le selezioni più importanti (siano esse Superiore o Riserva), il Lugana si scopre ancora più longevo rispetto al precedente passato.
La versione “base” può così rimanere in cantina anche per due-tre anni; mentre le versioni Superiore e Riserva hanno una potenzialità evolutiva che può tranquillamente dipanarsi lungo una decina d’anni.

Vendemmia Tardiva, ideale coi formaggi
La novità è senz’altro rappresentata dalla Vendemmia Tardiva, un Lugana lontano però dalla dolce viscosità dei passiti tradi- zionali. Viene infatti ottenuto con una “surmaturazione” in pianta delle uve e una raccolta tardiva (tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre), senza ulteriori appassimenti in fruttaio. Un vino morbido e denso, non eccessivamente dolce, dove il residuo zuccherino viene bilanciato dall’acidità sul modello delle Vendange Tardive alsaziane o delle Spätlese tedesche. Abbinamenti? I formaggi: da quelli freschi come ricotta, robiola o crescenza, a quelli più salati e saporiti, come alcuni Dop quali il Monte Veronese, il Grana Padano e il Provolone Valpadana.

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