Jamie Oliver chiude 6 dei suoi ristoranti italiani. Colpa della Brexit o errori di gestione?

Jamie Olivier

Jamie Oliver, il notissimo cuoco–imprenditore britannico che ha insegnato agli inglesi cos'è la dieta mediterranea, entro marzo chiuderà 6 dei 42 ristoranti della catena Jamie’s Italian in Gran Bretagna. Altri 28 sono nel resto del mondo per un totale di oltre 3.000 dipendenti.
A chiudere i battenti saranno i locali di Aberdeen, Exeter, Cheltenham, Tunbridge Wells e, a Londra, Richmond e Ludgate Hill. I 120 dipendenti coinvolti dovrebbero essere ricollocati in altri ristoranti del gruppo.

Secondo Oliver è tutta colpa della Brexit: una sterlina troppo indebolita nei confronti dell’euro ha provocato l’aumento dei prezzi delle materie prime italiane Italia rendendole proibitive per il bilancio dell'impresa. Allo stesso tempo, il generale clima di incertezza economica ha parecchio diradato le visite dei clienti.
Non la pensano così i giornali filoeuropei Daily Telegraph e Daily Mail che smentiscono le motivazioni addotte dal gruppo Oliver bollandole come scuse. Secondo le due testate (che durante la campagna renferendaria si sono schierati per la permanenza del Regno Unito nella UE) a provocare la chiusura sarebbero stati il cibo mediocre e i prezzi troppo alti.
In verità, la Borsa di Londra ha appena chiuso il 2016 con un Pil più alto di ciascun paese del G7 e perfino il capo economista della Banca d'Inghilterra ha fatto un pubblico mea culpa per le previsoni catastrofiche sulle conseguenze della Brexit.
Colpa della politica internazionale o della politica gestionale interna? Il dubbio rimane.

Foto: Wikpedia

 

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