La moda fa salotto nel ristorante stellato, accade al Met di Venezia

Venezia è onnipresente, fuori e dentro questo hotel cinque stelle dal passato affascinante. Il Metropole Hotel gode dello spettacolo unico del Bacino di San Marco e di una stratificazione storica e culturale di grande importanza all’interno del panorama dell’hôtellerie non solo lagunare. Occupa infatti un edificio cinquecentesco che, nel tempo, ha acquisito sempre più notorietà per i suoi illustri ospiti: Antonio Vivaldi che ne fece la sua scuola di musica, poi Sigmund Freud, Marcel Proust e Thomas Mann (che qui scrisse “Morte a Venezia”) quando, a fine Ottocento, divenne hotel Kirsch.

Tutto questo e molto altro ancora (le numerose collezioni di oggetti unici) è vivo e presente nell’hotel, che ne custodisce e preserva le vestigia a dispetto degli anni e delle mode, senza rimanere indifferente all’evoluzione del tempo e delle esigenze dei suoi ospiti, grazie al piglio imprenditoriale e creativo della proprietaria e general manager Gloria Beggiato. Fra i suoi tanti progetti portati a termine e tesi alla ricerca dell’alta qualità, l’ultimo in ordine di tempo è quello che riguarda il restyling culinario e materico del Met Restaurant - lo stellato ristorante dell’hotel - con tre nuove ambientazioni. Un progetto di commistione fra moda, food e allestimento ottenuta attraverso la contaminazione reciproca di sapori, colori e immagini evocative, nato dall’incontro con la stilista Silvia Bisconti, fondatrice dell’atelier Raptus & Rose, con la collaborazione dello chef  Luca Veritti.

Gli spazi e le proposte culinarie del Met Restaurant si appropriano degli accostamenti, dei colori e della passione per la natura proprie delle creazioni R&R, in un’esplosione di suggestioni che culminano nella Rose Room, dal mood orientale. La moda diventa parte integrante dell’interior design, nella scelta delle stoffe, nell’accostamento dei colori e nell’esposizioni di alcuni capi acquistabili, ma anche nella cucina e nella presentazione dei piatti. Un esperimento unico, almeno a Venezia, che ha coinvolto grandi artigiani locali e richiesto 6 mesi di realizzazione: dalla ricerca dei tessuti per l’arredo e complementi alle maniglie di recupero dei paraventi o appositamente forgiate, dall’elaborazione dei piatti alla loro scenografica presentazione.

Lo spazio di 150 mq della sala è stato suddiviso in 3 ambienti separabili tramite paraventi in legno rivestiti con carta da parati a grandi fiori: da una parte il “Loggiato” (dall’ambientazione maschile) caratterizzato da tendaggi in broccato e una grande sharing table rettangolare realizzato recuperando le vecchie briccole; dall’altra un salottino rosa d’ispirazione marocchina, mentre in mezzo c’è la “Platea”, zona di transizione con tavoli rotondi dalle comode sedute in velluto dai colori più sfumati e ricca di morbidi tessuti. Uno spazio allestito attraverso un percorso cromatico, dall’illuminazione soffusa proveniente da lampadari di design (Seguso) o da lampade in vetro di Murano.

Il fulcro del progetto è la femminile Rose Room: un ambiente dove si ritrova l’anima orientale di Venezia e arredato con panche in velluto e cuscini in broccato indiano lungo tre lati, tavolini dalla base dorata con piano laccato a più mani e morbidi pouf, pareti dall’effetto invecchiato e soffitto in legno modanato. Un angolo intimo con pavimento sopraelevato a grandi doghe dove, su prenotazione, è proposta una cucina leggera e raffinata (7 piccoli piatti stellati), adatta a un aperitivo o a un piccolo party esclusivo, in cui prevalgono il rosa e verde della natura anche nelle decorazioni con foglie, fiori, bacche dalle forti cromie.

 

Ai nostri microfoni risponde Silvia Bisconti

Creare un ristorante al di fuori dei canoni classici attraverso il concept Raptus & Rose, brand sartoriale di pezzi unici ed edizioni limitate ma soprattutto luogo di commistione di mondi affini. «Così è nato il progetto del new Met Restaurant e della Rose Room - dichiara la stilista Silvia Bisconti -. Insieme con la titolare Gloria Beggiato siamo partite dalla comune ricerca di contesti differenti e con l’intento di creare un luogo femminile, avvolgente, dove andare a cena diventa una vera e propria esperienza. Un luogo d’alta cucina dove si percepisce l’anima delle persone che l’hanno voluto e realizzato. Ecco quindi il motivo di tre diverse ambientazioni: maschile per il Loggione, femminile per la Rose Room e di commistione nella sala centrale Platea».

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