La pasta delle Dolomiti avrà una nuova casa

Predazzo in val di Fiemme (Tn) è il teatro di un caso d’impresa esemplare: il pastificio Felicetti. Un’azienda arrivata alla quarta generazione di imprenditori: un pastificio medio-piccolo, che sviluppa 36 milioni di euro di fatturato (previsioni 2017), di cui il 70% è esportato in Nord Europa, ma con grandi progetti di sviluppo in Oriente e Nord America. E una produzione suddivisa su due linee (Felicetti la linea convenzionale, Monograno quella top di gamma, biologica) di circa 20mila tonnellate di pasta all’anno, di cui il 60% da materie prime biologiche; 60 tonnellate di pasta al giorno, in oltre 100 formati diversi.

Un’azienda dalla elevata reputation, anche grazie alla stretta collaborazione instaurata con una rosa di top chef stellati, che hanno inserito la pasta Monograno Felicetti nei loro menu, trasformando un prodotto popolare come la pasta in ingrediente gourmet: dagli Spaghetti Farro Monograno, acqua di pomodoro, basilico, ricciola marinata di Norbert Niederkofler ai conchiglioni-sushi di Davide Scabin, agli  spaghetti al tè verde e bottarga di tonno di Carlo Cracco, solo per citare. Ma in Felicetti non si siedono sugli allori, specie perché, come spiega il ceo Riccardo Felicetti: «A fronte di una crescita media del 9% negli ultimi 10 anni, siamo arrivati a una saturazione della capacità produttiva dei nostri impianti, con perdite di opportunità anche importanti dal punto di vista dello sviluppo commerciale e occupazionale. Così ci siamo attivati con l’obiettivo di continuare a crescere in Trentino e siamo riusciti a siglare con Provincia e Trentino Sviluppo un’intesa per la costruzione di un nuovo stabilimento a Molina di Fiemme, che sarà completato nel 2020. La Provincia metterà a disposizione una superficie edificabile di 16.500 metri quadrati mentre Felicetti investirà 25 milioni di euro nella costruzione degli immobili, nell’acquisto di nuove macchine e impianti tecnologici». Il tutto in sinergia con i principali centri di ricerca del territorio, quali l’Università degli Studi di Trento e Fondazione Edmund Mach.

Una volta costruito il nuovo stabilimento, Felicetti lo cederà in permuta a Trentino Sviluppo, che a sua volta lo darà al pastificio in locazione trentennale con opzione di acquisto. Il tutto con importanti le ricadute occupazionali previste nell’accordo: Felicetti assumerà infatti 30 nuovi lavoratori, passando dagli attuali 60 a 90 addetti.

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