Lavaggi a osmosi? Buoni per risparmiare

Velocità nei cicli di lavaggio, perfetta detersione, nessun alone su piatti o bicchieri, risparmio in termini di energia e detersivi. E ancora elevata resistenza a un uso sotto stress, come accade in un ristorante. Sono alcune fra le peculiarità che un gestore ricerca in una lavapiatti, punti di forza di attrezzature di nuova generazione come ad esempio nelle lavastoviglie di Comenda (azienda del gruppo Ali).
Ne abbiamo parlato con Alessandro Tommasoni, direttore dei servizi ristorazione del ristorante Dopolavoro Hangar Bicocca, a Milano, che utilizza la lavastoviglie frontale HB35 con osmosi di Comenda.
«Ho questa macchina da qualche mese e ne sono soddisfatto sia per le prestazioni, sia per il risparmio che consente. Abbiamo valutato che, grazie alla tecnologia dell’osmosi, abbiamo ridotto del 30% i consumi di detergente e brillantante, rispetto a precedenti macchine convenzionali delle stesse dimensioni e capacità. Nella nostra zona l’acqua è abbastanza “dura”, ma le membrane dell’impianto a osmosi, grazie alla tecnologia adottata nella macchina che evita i depositi, rimettendo sempre in circolo l’acqua, ci garantiscono la massima efficienza».
Nel locale la quota è di circa 30mila coperti all’anno, si può ben capire come una lavastoviglie sia sottoposta a decine di cicli di lavaggio ogni giorno. «Ma non ci ha mai tradito - sottolinea Tommasoni. Inoltre questa lavastoviglie lavora ben al di sopra del numero di lavaggi (quasi il doppio) per cui l’azienda la certifica. La usiamo soprattutto al servizio del banco, quindi bicchieri, ceramiche, coppette e simili: siamo soddisfatti della velocità di lavaggio e del fatto che l’acqua non lascia deposito sui bicchieri, che si presentano perfetti senza neanche la necessità di essere asciugati, grazie al risciacquo mirato garantito dai nuovi ugelli e dal sistema a osmosi inversa»

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