Mango Tree, il gigante thai approda in Italia

Una settantina di locali sparsi per il mondo. Ammiraglio della flotta Pitaya Phonphansophon (o se preferite Ptaya P. e basta). Fiore all’occhiello la catena Mango Tree, 41 locali in nove Paesi, che propongono una cucina thailandese moderna, dalle radici nelle quattro cucine tradizionali del Paese, ma reinventate in chiave creativa. Mango Tree è un’insegna ombrello che raggruppa tre format, sviluppati negli ultimi anni per adattarsi ai nuovi stili di vita e attirare una clientela più giovane. La prima fascia, Mango Tree, designa una collezione di 14 ristoranti “casual dining”, tutti in posizioni di prestigio e con un design individuale. La taglia è mediogrande, così da ottimizzare costi ed economie di scala. Il menu offre una cucina thai contemporanea declinata tenendo conto dei gusti locali (per esempio, più o meno piccante) e delle materie prime disponibili nei Paesi dove l’insegna è presente, anche se estranee alla tradizione thai. Non si tratta di cucina fusion, però, sottolinea Pitaya, perché i sapori sono autenticamente thai.
Dopo i ristoranti ecco i Mango Tree Bistrobar, locali più giovani, che abbinano musica, cocktail e tapas in versione Thai, con un menu più snello di classici della cucina Thai. I Mango Tree Café, infine, sono locali più semplici, per una ristorazione veloce; si trovano nei grandi magazzini di lusso e negli aeroporti.

Mango Tree nasce da un’intuizione di Pitaya che all’inizio degli anni 90 si rese conto di come a Bangkok mancasse un ristorante dove i turisti potessero gustare la cucina tipica thailandese in un ambiente dal design curato, con servizio e standard igienici di stampo occidentale e accoglienza orientale. Pitaya, che qualche anno prima aveva ereditato, poco più che ventenne, il ristorante di cucina cinese Coca (aperto dal padre nel 1957), apre così il suo primo Mango Tree a Bangkok nel 1994 (e nel cortile del ristorante si erge ancora l’albero di mango che dà il nome all’insegna). Mango Tree fu dunque la risposta a un vuoto di mercato e riscosse immediato successo tanto da essere seguito da numerosi altri locali. E oggi l’insegna campeggia su sette locali a Bangkok e dintorni oltre che essere presente in Giappone, Hong Kong, India, Indonesia, Filippine, Dubai, Inghilterra e Stati Uniti.
Progetti per il futuro? Ambiziosi. Trevor McKenzie,  direttore generale di Mango Tree, sta valutando opportunità di sviluppo in Australia, Cina ed Europa, Italia compresa. Meta dello sbarco nel nostro Paese potrebbe essere Milano dove Mango Tree ha già esordito lo scorso agosto con un temporary alla Rinascente di Piazza Duomo.

 

Profilo
Mango Tree Group
exquisinethai.com
Paese d’origine Thailandia
Fondatore e ceo Pitaya Phonphansophon
Managing director Trevor McKenzie
Numeri Mango Tree: 41 locali  in 9 Paesi (14 Mango Tree, 10 Mango Tree Café, 17 Mango Tree Bistrobar). Coca Restaurant e Cafe: presenti in 15 Paesi
Fatturato 80 milioni di dollari nel 2015 (stima)

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