Carbonara e pizze. La formula per famiglie di Luciano – Cucina Italiana

Luciano Monsilio, golden boy della cucina romana, lascia lo stellato Pipero per creare la sua trattoria. Un format da esportare

Diecimila euro di Carbonara nelle prime due settimane di apertura. È questa la misura del successo che sta avendo Luciano - Cucina Italiana, il nuovo format pop del golden boy della cucina romana Luciano Monosilio. Ex chef di Pipero, Monosilio ha lasciato l’insegna stellata per mettersi in proprio e lanciare questo “locale per famiglie” insieme ai due soci, Mauro D’Errico e Gianluca Lotta. È una trattoria-pizzeria come una volta, accontentando allo stesso tavolo chi vuole la pizza e chi la famosa Carbonara. O un altro dei gustosissimi piatti del menu, tutti di ispirazione tradizionale romana e italiana in generale. L’idea di fondo è che sia tutto replicabile, specialmente all’estero, perché nelle intenzioni dei soci c’è un piano di espansione con 10 aperture nella “pipeline”. Anche per questo è stato scelto il nome Luciano, non solo perché è il nome di battesimo di Monosilio. Anzi, afferma lo chef: «Il pensiero è andato più a Luciano Pavarotti o a Lucky Luciano: nel bene uno e purtroppo nel male l’altro, sono state celebrities italiane all’estero». Nei primi giorni di apertura, a trainare la clientela è stata soprattutto la fama di Monosilio sulla piazza romana, nonché quella di Elio Santosuosso, ex Gatta Mangiona, che ha preso in carico la sezione pizze. Per lui uno degli investimenti economicamente più rilevanti: il forno Moretti Neapolis, che è elettrico ma cuoce la napoletana a 510° C, come un forno a legna, ma senza fuliggine. Altra spesa importante, la macchina della pasta, la Pama, gioiellino che consente a Monosilio di preparare in casa quasi tutti i formati.

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