Radicchio rosso di Treviso, ora anche tisana

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Il Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana ha dato vita a nuove ricette basate sulla nobile cicoria veneta

Il radicchio rosso di Treviso Igp e il Variegato di Castelfranco Igp sono vanto della produzione agricola veneta. Due cicorie “nobili”, gustose e versatili, frequenti in molte ricette locali e preziose per le loro qualità salutistiche.
Da recenti studi svolti all'Università di Urbino risulta infatti che il radicchio rosso contiene molte più sostanze antiossidanti rispetto ad alimenti più famosi per questa proprietà (come mirtilli e uva passa) ed è indicato a chi ha problemi cutanei (foruncoli, piaghe), artrite e reumatismi. Ha un contenuto calorico basso (per il 92-94% é composto di acqua), é ricco di vitamina A, B1 e B2 e ha buone proprietà depurative.
Per metterne in luce doti gastronomiche e benefiche - grazie al progetto "Radicchio Rosso di Treviso IGP - Il Gusto lungo le Rotte delle Repubbliche Marinare“ e alla ricerca per una “Nuova Cucina Mediterranea” - gli chef del Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana si sono sbizzarriti alla ricerca di soluzioni innovative con cui interpretare le due famose cicorie, tanto belle da essere chiamate il “Fiore d’Inverno” e la “Rosa di Castelfranco”.

Tisana radicchio e litchi
Particolare la soluzione dello chef Nicola Dinato del ristorante Feva di Castelfranco Veneto, che con il radicchio ha preparato un profumatissimo infuso, arricchito con il tocco esotico del litchi.
Ma le novità gastronomiche - presentate in febbraio a Roma all’Hotel St.Regis - non finiscono qui. Ad esempio Pierchristian Zanotto (Ristorante Parco Gambrinus di San Polo di Piave) ha presentato un Radicchio di Treviso abbinato ai datteri giordani e servito su coccio ardente di pietra ollare mentre Fabio Mariuzzo (Ristorante DiVino – BHR Hotel di Treviso) ha lavorato sulla tradizione veneziana del baccalà, mantecato con una inedita “Acqua di Radicchio
La tisana al radicchio così come tutti i risultati della ricerca che gli chef trevigiani hanno avviato con le due famose cicorie, saranno riunite e presentate sul mercato sotto il marchio “Fiori d’Inverno” di proprietà del Consorzio.

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