Il pranzo gourmet si consuma al cinema

Nei centri storici i cinema chiudono? Non sempre. A volte si reinventano. Come a Napoli, dove nel 2016 l’ultimo grande monosala rimasto, l’Ambasciatori, è stato trasformato nell’Hart, un progetto “multisensoriale” che abbina cinema, spettacolo e cucina. Con la ristrutturazione, i sedili sono stati sostituiti da poltrone, divani e lettini, ognuno corredato dal proprio tavolino. E se dal tardo pomeriggio la programmazione propone film di 1a visione, di giorno, dalle 10 alle 16, il cinema lascia spazio al bistrot, per far sì che lo spazio produca reddito grazie al food durante la giornata.

Da febbraio la cucina del Bistrot dell’Hart è firmata da una vera stella, Marianna Vitale, chef del Sud Ristorante di Quarto (Na), 1 stella Michelin. A pranzo, Marianna ha studiato una serie di piatti che, per formato, sono pensati per un consumo comodo e veloce, da cinema, appunto, o per l’asporto. Ecco allora il Muffin pizza margherita o i mini calzoni fritti ripieni di scarola e noci, ma anche piatti caldi come il Tortello di bufala ai tre pomodori o la tartare di vitello in agrodolce, pomodoro confit e spinacini. Fuori dalla pausa pranzo, per accompagnare un caffè o un tè, la brigata sforna dolci come il lemon cake o la torta di mele o le mini graffe. Il mercoledì, la formula Lunch Box prevede la proiezione d’antan più un piatto del bistrot al prezzo di 10 euro. Tra le iniziative dell’Hart anche In poltrona con lo chef, con uno chef ospite ai fornelli per una sera.

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