Quando la cucina ti fa ritornare bambino

Pappa di Bari fa l’effetto Cocoon: entri e torni bambino. Tutto il ristorante è pensato per rievocare, a pranzo e cena, l’esperienza dell’infanzia. I piatti, creati dalla chef Loredana Diaso, riformulano le portate e le merende tipiche della “gioventù pugliese”. Pane, mortadella e provolone (il classico panino per fare merenda a scuola) si trasforma in uno starter preparato con cotoletta di mortadella su crema di pane e scaglie di formaggio Podolico. Fra i primi c’è la Pastina e formaggino, che nei ricordi di bambino era il piatto caldo di quando ti raffreddavi e fuori pioveva. Qui diventa un main course a base di Stelline Senatore Cappelli e caprino. «Abbiamo perfino fatto il verso ai famosi bastoncini con un filetto di merluzzo panato e fritto su misticanza, uvetta e bacche goji». Anche con il beverage il Pappa si è attenuto a una certa idea di coccola, o meglio, di “uve coccolate”. «La nostra cantina è fornita da produttori Triple “A” che hanno scelto un approccio etico e non invasivo ai vitigni». Nel locale il servizio è informale. L’idea, spiegano, è quella di fare sentire l’ospite a casa sua. All’ingresso si riceve come welcome drink, la versione della casa del Trequarti e una Gazzosa (vino bianco, gazzosa con un po’ di zenzero in immersione). Esteticamente il locale si rifà agli anni Cinquanta. «Nell’immaginario era un periodo autentico, genuino, naif, innocente come un bambino». Il tema è declinato con cornici a muro con spot di prodotti dell’epoca; musica di sottofondo riprodotta da un giradischi e sedute tipiche dei diner americani.

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