La tecnologia ci aiuterà?

La nostra risposta è ferma e risoluta: la tecnologia non è di nessun aiuto senza il talento e la passione degli chef, la competenza della sala e il senso di responsabilità dei ristoratori. E aggiungiamo: una giusta dose di buon senso. Vero è che la tecnologia aiuta a migliorare il lavoro e ridurre gli sprechi: ne parliamo con Marco Pirotta a proposito di cottura a bassa temperatura. Di più: le innovazioni del food equipment aiutano a ottimizzare gli spazi rendendo alla portata di tutti attrezzature un tempo appannaggio degli chef stellati: da non perdere le testimonianza di Andrea Incerti Vezzani e del maestro Igles Corelli.

Ci aspetta dunque un futuro high tech? I segnali che abbiamo raccolto ci indicano la strada: dopo Eatsa, catena di ristoranti automatici a New York, ha aperto i battenti
a Berlino Data Kitchen. Un’evoluzione gourmet e digitale (dietro c’è la multinazionale Sap) degli Automat di Horn & Hardart che hanno caratterizzato i locali di New York e Philadelphia nella prima metà del secolo scorso e poi spariti a causa dell’inflazione che rendeva impossibile pagare un pasto con le monetine.

Le perplessità e i dubbi su questo tipo di format sono tanti (tantissimi). Le implicazioni socio-occupazionali pesanti (pesantissime). Ma un fatto è certo: non possiamo nasconderci di fronte ai cambiamenti in atto. L’edizione ormai prossima di Host (in calendario a Milano, questo mese) sarà l’occasione per verificare lo stato dell’arte dell’innovazione nel nostro settore.
E ne
vedremo delle belle!

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