San Geminiano, da quarant’anni vicino ai ristoratori

Professionalità e specializzazione per rispondere alle sfide di un canale in perenne cambiamento. San Geminiano, gruppo cooperativo di distribuzione bevande, nonostante abbia superato nel 2015 la soglia degli “anta”, continua a far leva sui suoi valori di base che fin dagli esordi ne hanno contraddistinto l’attività. Dai 9 soci del 1972 alle 120 aziende oggi consociate, il gruppo ha visto nascere in Italia un fuori casa più professionale e strutturato, con bisogni e richieste peculiari, alle quali San Geminiano ha saputo rispondere con la nascita di brand propri ed esclusivi, come l’acqua Alisea, apripista all’offerta in vetro da 75 cl destinata solo alla ristorazione.
Poi i succhi di frutta Movida, Mambo e Succosi, le birre Falkenturm, Vikingen e L’Italica, l’ultima nata, ma anche vini e spumanti, specialità food e prodotti da ricorrenza, un carnet di prodotti che spazia tra le tante anime che compongono il variegato mondo horeca. Fedele al suo payoff “ServiAmo l’horeca”, San Geminiano ha investito per rendere più efficienti i suoi processi, elemento di grande importanza in un settore che si è fatto via via più competitivo e, nonostante gli attacchi concentrici da parte della Gdo nelle sue varie formule e con un consumatore sempre più sfuggente, il gruppo modenese è riuscito a ritagliarsi una nuova identità, quasi un approccio in stile consulenziale con i suoi tanti clienti, per migliorare il loro approccio al business. «Servizi sempre più mirati e innovativi - dichiara Leopoldo Pasquini, presidente di San Geminiano - sono importanti per cogliere tutti i segnali di cambiamento e riuscire a interpretarli correttamente».

Le celebrazioni del 40° anniversario dell’attività, tenute nel magazzino centrale di Campogalliano (Mo), hanno svelato la forza di questo gruppo cooperativo: oltre 130 magazzini in esercizio, più di 950 automezzi in consegna, circa 460 agenti di vendita, due magazzini per la ridistribuzione ai grossisti associati (oltre al già citato Campogalliano anche Trecchina, Pt), oltre 1.700 referenze tra bevande e food. Numeri rilevanti, che non esauriscono la volontà di confrontarsi con le sfide dell’horeca del futuro. «Rimanere così tanto tempo sul mercato - conclude Pasquini - non è solo in virtù di condizioni economiche più favorevoli ai nostri clienti, ma frutto di un approccio di collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Scambi continui d’informazioni e confronto, la possibilità di formazione e brand esclusivi sono gli ingredienti essenziali per operare con successo in questo mercato difficile».

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