A breve Google dirà quanta coda c’è al ristorante. Per gli affari è un bene o un male?

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Avere persone in attesa di un tavolo libero è il più inequivocabile dei segnali che la giornata di lavoro sta andando bene. Coda è bello! Magari poco pratico se non si dispone di un salottino dedicato all’attesa, un’eventualità, diciamolo, molto poco frequente. Più normale la scena di facce impazienti di persone in piedi vicine ai tavoli e pericolosamente immerse nel traffico dei camerieri. Tra poco queste scene potrebbero essere un ricordo. Su Google search e su Google maps - sia sul computer sia sullo smartphone - sarà attivata una funzione che mostrerà i tempi di attesa di un milione di ristoranti nel mondo. In questo modo i clienti potranno scegliere se fare la coda o rimandare la visita e andare da un'altra parte.

In pratica, una volta digitato il nome del ristorante, oltre alle informazioni che vengono già date, e cioè breve descrizione del tipo di locale, indirizzo, numero di telefono, orari, giorno di chiusura e recensioni dei clienti, cliccando sull’icona dell’orologio comparirà il tempo di attesa per quell’ora.

È un bene, è un male? Il cliente perduto tornerà un altro giorno o è perso per sempre? In sostanza: il numero dei pasti serviti alla fine dell’anno sarà inferiore, uguale o superiore? È presto per dirlo. La cosa che si può dire subito che è invitabile. I big data dei quali ha bisogno Google per arrivare al dato finale gli arriveranno in ogni modo. Non c’è maniera di opporvisi. Vediamo come funziona: il dato finale sulla coda, ovviamente, è una stima. Non è che Google si sia messo a piazzare telecamere che mostrino la coda in un quel momento, né c'è un solerte cameriere che invia dati in tempo reale. Fa tutto il solito algoritmo che calcola quante persone in media ci sono in quel ristorante a quell'ora. L'enorme quantità di dati necessari a elaborare il risultato è inconsapevolmente fornita da tutti i clienti che si trovano in quel luogo con in tasca uno smartphone che abbia la geolocalizzazione attivata, cosa che facciamo ormai tutti per potere usufruire dei servizi di Google. Per questo il ristoratore non potrà fare nulla per impedire l’affluenza dei dati.

Grazie a questi big data si potrà calcolare anche la media di presenze per ciascun giorno dell’anno che, come si sa bene, cambia molto a seconda di dove il ristorante si trova. Una cosa è la coda al ristorante nel mese di agosto al mare e un’altra in città. In questo modo si individueranno facilmente giorni e orari critici per le code, come con i sistemi di avviso del traffico in autostrada.

Restiamo in attesa di vedere se il sistema sarà efficace e se gioverà agli affari. Nel frattempo va ricordato che finora, guidando fino alla porta del locale clienti che neanche ne conoscevano l’esistenza, la tecnologia si è dimostrata amica dei ristoranti.

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