A Milano riapre la storica Taverna Moriggi. In cucina, il giovane Andrea Gurzi

Moriggi

Un locale storico, vicino al cuore dei milanesi, riapre le sue porte dopo un lungo e puntiglioso restauro conservativo. È la Taverna Moriggi, fondata nel 1900 al pian terreno di Palazzo dei Moriggi, uno degli edifici più antichi della città, e ora rinata grazie all’impegno e alla passionedi un gruppo di giovani under 30.

La nuova Taverna Moriggi conserva una calda e suggestiva atmosfera d’antan, con i muri di mattoni rossi, il soffitto a cassettoni, i lampadari in ferro battuto e il pavimento in cotto e pietra. Il locale è diviso idealmente in 3 ambienti: la sala esterna, la sala centrale e la sala medievale, per un totale di circa 60 coperti.
Grazie alle sue ampie finestre affacciate sul Circo Romano, la sala esterna è luminosa come un giardino d’inverno. La sala centrale, invece, è racchiusa tra le antiche mura del palazzo nobiliare e le grandi vetrate della cucina a vista. La più particolare di tutto il ristorante è la sala medioevale, con i suoi arredi originali dei primi del ‘900, le volte nere e gli archi in stile gotico. La cucina è stata affidata al giovane chef Andrea Gurzi. Calabrese, classe 1990, cresciuto con Sergio Mei al Four Seasons.

La parola d’ordine della sua cucina è “tradizione”, senza però rinunciare a un pizzico di creatività per una rilettura in chiave contemporanea delle antiche ricette di grandi classici della cucina milanese e regionale italiana. Nascono così, ad esempio, il “Vitello tonnato a mo’ di tartare, finferli sott’olio al ginepro e tartufo nero estivo” e il “Panettone arrostito al burro e salvia con cioccolato di Modica e gelato alla ricotta, mandorle, limone”.
Il servizio di sala è seguito da Salvatore De Biase, giovane maître, ma con una solida esperienza acquisita in ristoranti di prestigio quali il Park Hyatt, Palazzo Parigi e il Principe di Savoia.

Taverna Moriggi è aperta tutti i giorni a pranzo dalle 12.30 alle 15.00 e a cena dalle 19.30 alle 23.30, ad eccezione del lunedì nella stagione invernale e della domenica in quella estiva.

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