A Firenze si insegna a ristoratori e albergatori ad accogliere e attrarre i clienti gay

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In Italia succede ancora che coppie gay siano oggetto di discriminazione nelle strutture recettive. L’ultimo episodio conosciuto risale allo scorso luglio, quando il gestore di una casa vacanze in località Santa Maria di Ricadi, nel Vibonese, ha rifiutato la prenotazione di due uomini con questo messaggio WhatsApp “Non accettiamo gay ed animali”.

Una risposta concreta a questi episodi d’intolleranza arriva dal Comune di Firenze che con una delibera di giunta ha dato il via a corsi di sensibilizzazione diretti ad albergatori, ristoratori e operatori del settore turistico. L’iniziativa, voluta dell’assessora al turismo Paola Concia, è volta anzitutto a prevenire le discriminazioni ma non solo a questo.
Pur essendo una fascia di clientela in grado di destare molto interesse nel mercato dell’accoglienza, nel nostro paese persistono meccanismi e comportamenti degli operatori che interferiscono negativamente sull’accoglienza. Da qui la necessità di intervenire nella qualificazione delle strutture per farle diventare gay friendly.

Il corso informerà su quali siano le operazioni di marketing capaci di intercettare il segmento turistico della clientela Lgbt e, per quanto riguarda Firenze, sulle strategie per fare diventare la città una meta riconosciuta del turismo gay friendly.
Partner del progetto sono il Firenze Convention & Visitors Bureau, Firenze Fiera che si sono resi disponibili ad organizzare e ad ospitare gli incontri, e l’associazione Italiana Turismo Gay e Lesbian.

 

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