Al ristorante il futuro è del dessert

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Gli italiani dicono addio al modello di pranzo tradizionale composto da antipasto, primo, secondo con contorno e dessert. Nel giro di una decina di anni prevarrà il piatto unico o, al massimo, un paio di portate composte.

La previsione emerge da un sondaggio effettuato in occasione del Food Marketing Mastery di RistoratoreTop, agenzia specializzata in marketing della ristorazione che ha radunato a Bologna 160 proprietari di altrettante attività tra trattorie, osterie e ristoranti. Il 92% del campione era formato da ristoratori, il rimanente 8% era suddiviso tra pub, bar e tavole fredde.
L’inversione di tendenza è già in atto, ed entro il 2030, dai menu e dalle abitudini degli italiani sparirà la suddivisione in portate che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Comparirà   solamente in occasione delle feste comandate e di momenti conviviali e celebrativi come matrimoni e battesimi. Il momento più conviviale del pasto consumato al tavolo di un ristorante, secondo il 99% dei pareri, diventerà quello del dessert: nei prossimi 12 anni verrà dedicato al blocco “dolce-caffè-amaro” ampio spazio, non solo in termini temporali ma anche spaziali, con la creazione di aree dedicate nelle quali scegliere e consumare in tranquillità i dolci, i liquori e, soprattutto, il caffè. Questo verrà proposto in maniera sempre più variegata e approfondita, spaziando con le miscele, le lavorazioni e le tecniche estrattive.

«Il sondaggio è nato per confermare i dati di vendita di centinaia di ristoranti che fanno parte della nostra realtà – spiega Lorenzo Ferrari, fondatore e CEO di RostoratoreTop – dati che quotidianamente analizziamo ed elaboriamo per leggere ed interpretare gli scenari presenti e futuri del mondo della ristorazione in Italia. I risultati delle interviste confermano quanto ipotizzato: è alle porte la più grande rivoluzione a tavola dopo quella degli ’50 del secolo scorso, quando il boom economico e l’abbondanza di ristoranti e materie prime ha modificato profondamente le abitudini degli italiani».

Il 53,71% degli intervistati proveniva dal Nord Italia, il 28,92% dal Centro e il 17,37% da Sud e Isole.

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