Così il sughero non sa più di tappo

Dieci milioni di euro e cinque anni di lavoro per sviluppare una tecnologia che garantisca la “non rilevabilità” di tricloroanisolo, ovvero del “sapor di tappo”, dai sugheri prodotti nei propri stabilimenti. Si chiama Ndtech ed è stato messo a punto dalla Amorim, azienda portoghese leader mondial nella produzione di tappi in sughero.

Si tratta, in sintesi, di una macchina, o meglio un’enorme linea di controllo composta da decine di singole attrezzature, che misura la presenza di Tca in ogni tappo prodotto ed è  in grado di eliminare il pezzo dalla produzione nel momento in cui il gas viene rilevato. Spiegato così può sembrare una cosa piuttosto banale dato che con un normale gascromatografo (l’attrezzatura che analizza i gas) era già possibile rilevare la presenza di Tca nei tappi prodotti. Il problema era però che l’analisi di ogni tappo durava, in passato, circa quindici minuti. Facile quindi comprendere che le analisi potevano essere condotte solo a campione, ovvero un “pezzo” ogni tot prodotti. Ora, invece, con questa nuova tecnologia Amorim riesce ad analizzare tutti i tappi e a eliminare quelli difettosi.

«La differenza sostanziale - spiega Miguel Cabral, responsabile del settore Ricerca e Sviluppo Amorim - è che ora, grazie al nostro sistema di gascromatografia, che ha il primo pregio di aver ridotto enormemente i tempi di analisi, siamo in grado di esaminare in pochi secondi ogni singolo tappo eliminando quelli difettosi». Amorim, però, conduce la lotta al Tca fin dai sughereti, cioè fin dall’inizio della produzione. Lo scopo è quello, da una parte, di evitare ogni rischio di contaminazione e dall’altra eliminare laddove possibile i sugheri contenenti Tca ancor prima che arrivino alla produzione vera e propria.

Nel corso degli anni, e grazie sia all’esperienza sia alle ricerche condotte, l’azienda ha modificato tecniche e metodi produttivi. Studiando il Tca e capendo come questo arrivi a contaminare il sughero sono stati adottati accorgimenti all’apparenza banali, ma che si sono rivelati decisivi. Per esempio, dato che il contatto tra sughero e terra viva è spesso la causa di contaminazione, il sughero Amorim viene stagionato solo su piazzali in cemento e sollevato da terra con binari in cemento o metallo. Il sughero viene poi vaporizzato in ambiente a temperatura e umidità precise perché il Tca è un gas e come tutti i gas a una certa temperatura (60 gradi) volatilizza. «Certo il Tca non si elimina solo vaporizzando il sughero, sarebbe troppo bello - spiega Cabral - ma se ne può togliere una buona parte, in alcuni casi sufficiente per non renderlo percebile al palato». Insomma,  la lotta a Tca è davvero arrivata a livelli mai visti prima.

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