Pino Cuttaia mette la Scala dei Turchi nel piatto. Il binomio cibo-territorio è servito

scala

Ha messo in atto il contenuti principale messaggio lanciato dall’Anno Nazionale del Cibo Italiano: il rapporto tra cibo e territorio.  Prendendolo alla lettera, Pino Cuttaia, chef patron bistellato de “La Madia” di Licata (Ag), ha preso la Scala dei Turchi della vicina Realmonte e l’ha messa nel piatto.

La Scala dei Turchi è un’abbagliante, candida scogliera di marna che precipita per 50 metri sul mare lungo numerosi gradoni naturali che le hanno dato il nome. E Scala dei Turchi è anche il nome dell’ultima creazione dello chef: una sfoglia trasparente di pesce che, dice Cuttaia, “diventa una medusa”, con all’interno una spuma all’acqua di mare ripiena di crema di ricci.

Non ho ancora assaggiato il piatto e spero di farlo presto. Anche per verificare se anch’io sentirà quell’”effetto wow” con il quale lo chef descrive la sorpresa di chi, assaggiandolo, ha la sensazione di tuffarsi in mare. Un mare che secondo Cuttaia non è gusto di profondità marina, come quello dell’ostrica, ma un più rassicurante sapore di scogliera.

L’assaggio perfezionerà il giudizio. Ma posso dire subito che è un’idea bella e di spessore che merita di circolare. Non tutti i cuochi sono consapevoli di essere dei veri e propri operatori turistici, proprio come un agente di viaggio o un qualsiasi altro professionista dell’incoming. Da questo punto di vista il piatto di Cuttaia è una presa di coscienza e un esempio a prendere in considerazione.

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