Pizzeria, nuovi stili. All’insegna del design

Nemmeno la pizza resiste al richiamo del design. Il concorso internazionale “Le 5 Stagioni. Progettare il futuro dei locali pizzeria. Nuove aperture, spazi e concept innovativi” lo mette bene in evidenza e i sei progetti vincitori rispettivamente nelle sezioni Opening (locali già realizzati) e Concept esprimono le soluzioni più riuscite non solo dal punto di vista dell’interior design, ma anche per far vivere i locali di non solo food. Ancora una volta è lo strumento del concorso di design (è il primo del genere per le pizzerie) a promuovere il confronto internazionale tra progettazione ed evoluzione della proposta di prodotto, a partire dall’eccellenza degli ingredienti e delle materie prime, dal ruolo del design e della ricerca d’innovazione, alla capacità di comunicare al pubblico il valore dell’esperienza di consumo.

Italia e Russia si sono divise il podio 4-2. La pizza è l’alimento italiano più conosciuto al mondo e offre una varietà di ingredienti quasi infinita. Quindi, le proposte vincitrici (ma anche altre fra quelle partecipanti) assecondano questa tendenza con interpretazioni multitasking, in cui la pizza è al centro dell’offerta culinaria o del concept design, ma è “condita in modo originale”. Se i locali sono collocati all’interno di edifici di pregio, la struttura originaria viene valorizzata con interventi conservativi e minimalisti, mentre lo spazio è allestito con soluzioni su misura che tengono conto della diverse utenze e dell’ubicazione. La tendenza generale è di cancellare l’immagine più tradizionale delle pizzerie, facendole diventare “social”, aperte alle contaminazioni tecnologiche, artistiche e culinarie.
Da Milano arriva la formula inedita cocktail+pizza+videoinstallazioni, un incrocio fra locale notturno votato all’essenzialità e galleria artistica. A Roma, dove la pizza al taglio è la più richiesta, anche per il forte flusso turistico, viene cambiata l’immagine di prodotto mordi e fuggi e il locale dall’accezione economica diventa “ad hoc”, ricco di particolari per trasmettere un concetto di pulizia e di cura.
A Napoli si recupera il rapporto con l’ambiente esterno (anche per ragioni climatiche) nel segno della valorizzazione della materia prima, della natura e dell’utenza famigliare, coinvolta in prima persona. Materiali naturali, con forte predominanza del legno, colori neutri e immagine coordinata la fanno da padrone. Anche in Russia è spiccata la tendenza a uscire dagli schemi tradizionali. Ecco dunque due proposte trasformiste: una stanziale e una mobile, entrambe votate non esclusivamente alla pizza e con soluzioni spaziali in grado di ampliarne l’offerta, dalla ristorazione allo svago, e l’utenza fino ai bambini, tenuti in grande considerazione proprio perché fra i maggiori fan della pizza. C’è anche un locale concepito come un gioco: una scatola in grandi dimensioni che si apre, si richiude e si può trasportare. Un prototipo per una catena di locali dove anche la pizza è presentata in contenitori, come un gioco.

 

Nella foto: Dry Cocktails & Pizza, Milano, progettato da Vudafieri Saverino Partners, vincitore assoluto del concorso

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