Un banchetto amico dell’ambiente può fare la differenza

Pensiamo a una festa in discoteca: musica, dj, barman, ospiti che ballano, che chiacchierano e si divertono. Tutto normale, tranne un dettaglio insolito: i drink vengono serviti unicamente in bicchieri di Mater-Bi.
«Ne siamo orgogliose - racconta Francesca Badino, una delle quattro titolari di Gaia Ecobanqueting - perché siamo riuscite a far accettare e rispettare le nostre regole anche in un contesto così particolare. Del resto chi si rivolge a noi per un evento sa qual è la nostra visione e di solito ci sceglie anche per quella».
La storia di Gaia Ecobanqueting prende il via ufficialmente nel maggio 2012, ma le sue radici affondano nelle convinzioni che la stessa Francesca Badino, Anna Blasco, Loredana Franco e Orietta Giorcelli nutrono in materia di alimentazione e tutela dell’ambiente e che le hanno portate a frequentare l’associazione culturale QuBì di Torino - dove vivono - a conoscersi, fare amicizia e decidere di avviare insieme una nuova avventura, rilevando un’azienda di catering.

Quattro buone regole
«Abbiamo improntato l’attività alle convinzioni che ciascuna di noi già  applicava nella propria vita, cioè l’attenzione all’alimentazione di qualità, la ricerca meticolosa nel territorio di fornitori fidati, l’orientamento alla salvaguardia dell’ambiente - continua Badino -. Sono principi che, negli ultimi anni, si sono diffusi largamente nella società, quindi Gaia Ecobanqueting presentandosi sul mercato ha trovato un ambiente pronto e ricettivo».
I servizi di catering organizzati dalla giovane società si basano su quattro colonne portanti: stagionalità, genuinità dei prodotti, menu sani ed equilibrati, impatto ambientale minimo. Nella cucina di Gaia entrano solo prodotti locali provenienti da piccole realtà e ottenuti senza ricorso ad additivi chimici oppure forniti dal circuito equo-solidale. I fornitori, selezionati attraverso la meticolosa ricerca sul territorio e la rete che gravita intorno a QuBì, da tempo attiva nel campo dell’educazione alimentare, sono aziende biologiche certificate e realtà che operano nel rispetto dell’ecosistema agricolo e promuovono la biodiversità. Da questi fornitori, che garantiscono qualità della produzione e rispetto dei criteri ambientali, Gaia si approvvigiona di verdure di stagione, coltivate senza pesticidi, pane cotto in forno a legna con pasta madre e farine biologiche macinate a pietra, carni di produzione bio, pesce derivante da pesca sostenibile e via dicendo.

Clienti fedeli
Inoltre, Gaia Ecobanqueting, che cura servizi di catering di ogni tipologia (coffee break, lunch, buffet, cene, feste), è guidata da criteri di rispetto per l’ambiente anche negli aspetti gestionali e organizzativi. «I nostri allestimenti - precisa Francesca Badino - sono tutti sostenibili perché utilizziamo esclusivamente materiali compostabili o riutilizzabili. Alla fine di un evento non abbiamo praticamente nessun rifiuto perché non usiamo plastica, il vetro e la ceramica ce li riportiamo a casa, dove vengono lavati e disinfettati per il servizio successivo, mentre il resto, a partire dalle stoviglie in Mater-Bi, finisce nella frazione organica per essere compostato. Ancora: nei nostri eventi serviamo acqua dell’acquedotto comunale, che viene microfiltrata ed erogata tramite i distributori Litro Cubo, in versione naturale o frizzante, vini, soprattutto piemontesi, provenienti da produzioni naturali e biodinamiche, e succhi di frutta, in alternativa alle bibite industriali». Fra i clienti di Gaia Ecobanqueting ci sono diverse aziende che si rivolgono alla società torinese per i loro eventi. L’approccio sostenibile con cui Gaia opera richiama, infatti, committenti che condividono gli stessi valori e con cui finisce per instaurarsi quasi un rapporto di partnership. «Da solo - spiega ancora Badino - questo aspetto non sarebbe, però, sufficiente a fidelizzare la clientela. Diciamo che è uno dei fattori di successo di Gaia Ecobanqueting, insieme alla capacità delle nostre cuoche, che, partendo dal budget a disposizione, elaborano sempre menu straordinari».

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