Wicky’s Wicuisine. Quando Asia e Mediterraneo si incontrano sotto la Madunina

Artista del taglio con il coltello e profondo conoscitore dei sapori e dei segreti delle cucine del mondo. Questo in due parole l’identikit di Wicky Priyan, chef di origine cingalese ma di formazione giapponese, che vanta come maestri personaggi del calibro di Kikuchi Kan, guru della cucina classica nipponica, o di Sushikan Nishiazabuha, esperto della tecnica del taglio. Già noto a Milano per i suoi trascorsi da Nobu e da Zero Contemporary Food e, soprattutto, per il suo piccolo ristorante in zona Porta Genova aperto nel 2011, Priyan è tornato alla ribalta per l’apertura di un nuovo locale in corso Italia, a due passi dal Duomo. Un trasferimento in piena regola dovuto alla necessità di operare in spazi più ariosi che permettono un’iterazione tra chef, staff e clienti: si tratta complessivamente di una superficie di 200 mq che si divide in tre sale, inclusi un privé e un bancone sushi dove otto fortunati commensali possono assistere come a teatro alla preparazione in diretta di sashimi e sushi di vario tipo. Sì perché la filosofia che ha reso celebre la Wicuisine di Wicky Priyan è rimasta quella delle origini: una cucina di stampo nipponico ricca di contaminazioni, guai però a chiamarla fusion, che si basa su un bilanciamento perfetto degli ingredienti e da un utilizzo parsimonioso di ogni tipo di condimento. Tra i suoi piatti cult il Carpaccio dei Cinque Continenti con tonno, salmone e cernia gialla conditi con una salsa a base di spezie da tutto il mondo. O il Sushi milanese con riso allo zafferano abruzzese. C’è anche la carne, tenerissima. Come il Kaneki Kyoto, maialino della tradizione nipponica lessato per 16 ore. Scenografica la cucina a vista (70 mq) progettata dallo stesso Priyan.

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