Nerello Mascalese: ambasciatore dell’Etna Doc

Da questo numero di Ristoranti Riccardo Cotarella, presidente nazionale Assoenologi e professionista conosciuto a livello globale, ci racconta il meglio dell’enologia italiana. Cominciamo dalla Sicilia

La Sicilia rappresenta uno dei territori vitivinicoli più ricchi e complessi d’Italia, grazie a una straordinaria varietà di ambienti pedoclimatici e a una tradizione enologica millenaria.

Il sistema delle Denominazioni di Origine Controllata (Doc) ha avuto un ruolo fondamentale nel valorizzare questa diversità, tutelando produzioni fortemente legate ai territori di origine e promuovendo numerosi vitigni autoctoni. Oggi l’isola conta diverse Doc, espressione di aree molto differenti tra loro.

Etna Doc

In questo panorama spicca l’Etna Doc, una delle denominazioni più identitarie e riconoscibili. Protagonista indiscusso di questo territorio è il Nerello Mascalese, vitigno autoctono a bacca rossa coltivato da secoli soprattutto sul versante nord dell’Etna. Le sue origini sono antiche e profondamente connesse al territorio: il nome sembra derivare dall’area di Mascali, confermando il legame storico con questa zona.

Qui questo vitigno ha trovato nel suolo vulcanico il suo habitat ideale, adattandosi a condizioni estreme come altitudini elevate, forti escursioni termiche e terreni lavici ricchi di minerali ma poveri di sostanza organica.

Le caratteristiche

Il rapporto tra il vitigno e il vulcano è ormai inscindibile. Le colate laviche stratificate nel tempo creano suoli differenti anche a breve distanza, dando origine a vini capaci di esprimere sfumature molto diverse pur mantenendo un’identità comune. Dal punto di vista organolettico, il Nerello Mascalese dà vini dal colore non eccessivamente intenso, con profumi eleganti di frutti rossi, fiori, erbe aromatiche e marcate note minerali. In bocca si distingue per freschezza, sapidità e tannini fini, con una struttura equilibrata e una notevole capacità di evoluzione nel tempo.

Il Nerello Mascalese rappresenta oggi uno dei massimi esempi di vitigno territoriale in Sicilia: un vino che non è solo espressione enologica, ma autentico racconto del paesaggio, della storia e della cultura dell’Etna.

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