
Sono aperte le candidature per partecipare alle prossime tappe di Chef Residency 2026, il progetto promosso dal Consorzio di Tutela del Prosecco Doc in collaborazione con Tuorlo che, fino a ottobre, porterà in Italia quattro residenze culinarie dedicate a Brasile, Corea del Sud, Canada e Regno Unito.
L'open call è rivolta a giovani chef e professionisti della ristorazione, indicativamente con quattro o cinque anni di esperienza, desiderosi di approfondire tecniche, approcci e visioni della cucina internazionale attraverso il confronto diretto con chef provenienti dai quattro Paesi protagonisti dell'iniziativa, tutti accomunati da percorsi professionali di alto livello e da un consolidato riconoscimento nel settore.
Le candidature sono aperte a partecipanti provenienti da tutto il mondo, di età orientativamente compresa tra i 20 e i 30 anni. La partecipazione è gratuita e comprende una masterclass intensiva di cinque giorni che culmina nella realizzazione di una cena finale preparata a più mani insieme agli chef residenti.
La selezione avverrà sulla base del curriculum vitae e di una lettera motivazionale. Non sono previsti criteri di preferenza particolarmente rigidi: l'obiettivo è formare gruppi omogenei per esperienza professionale, favorendo il confronto e la collaborazione tra i partecipanti.
Per candidarsi o ricevere maggiori informazioni è possibile scrivere all'indirizzo redazione@tuorlomedia.it.
Conclusa la residenza dedicata al Brasile
Intanto si è conclusa con successo la seconda tappa di Chef Residency 2026, il progetto ideato dal Consorzio di Tutela del Prosecco Doc insieme a Tuorlo per creare occasioni di confronto tra chef affermati, giovani professionisti e culture gastronomiche internazionali. Dopo il debutto alla Milano Design Week, il programma prosegue con quattro residenze dedicate a Brasile, Regno Unito, Corea del Sud e Canada.
Dal 23 al 29 giugno gli spazi di Tuorlo Media – House of Mediterraneo hanno ospitato una settimana di ricerca, formazione e sperimentazione dedicata alla gastronomia brasiliana. Il percorso si è concluso con una cena finale costruita attorno a un menu originale nato dall'incontro tra tradizioni, tecniche e visioni culinarie differenti, accompagnato dal Prosecco Doc come elemento di connessione tra territori e convivialità.
I protagonisti della settimana di formazione
A guidare la residenza sono stati lo chef brasiliano Mauricio Zillo, già executive chef del ristorante Gagini di Palermo, dove ha ottenuto una stella Michelin, e Danilo Nakamura, food & beverage writer e consulente esperto della scena gastronomica brasiliana.
Prima dell'avvio delle attività, Nakamura ha partecipato a un tour nei territori di origine del Prosecco Doc per approfondire storia, tradizioni e identità della denominazione. Nel corso della settimana, i due professionisti hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta delle tecniche e delle influenze della cucina brasiliana, reinterpretandole attraverso il dialogo con il contesto italiano.
La direzione creativa dell'iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con lo studio culinario Tavolata, specializzato nella progettazione di esperienze gastronomiche.
Il contributo della Maestro Martino Food Academy
Il progetto ha coinvolto anche la Maestro Martino Food Academy, realtà formativa dell'Associazione Maestro Martino presieduta dallo chef Carlo Cracco e impegnata nella formazione delle nuove generazioni della ristorazione.
A rappresentare l'Academy è stato lo chef Lorenzo Di Pace, che ha affiancato l'host chef brasiliano durante le giornate di lavoro e nella realizzazione della cena conclusiva, contribuendo allo scambio di competenze tra professionisti e giovani talenti.
Il calendario delle prossime residenze
Con la conclusione della tappa brasiliana, Chef Residency prosegue il proprio percorso internazionale. Il prossimo appuntamento è in programma il 15 luglio con la residenza dedicata alla Corea del Sud, cui seguiranno il Canada il 29 settembre e il Regno Unito il 12 ottobre.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di creare uno spazio di confronto tra professionisti affermati e nuove generazioni, favorendo la circolazione di idee, tecniche e culture gastronomiche diverse. In questo contesto il Prosecco Doc si propone come elemento di connessione tra territori, persone e tradizioni culinarie provenienti da tutto il mondo.



