Contributi a fondo perduto, proroghe e crediti d’imposta: le opportunità in vigore

decreto agosto
Foto di Arek Socha da Pixabay

In vigore dallo scorso 15 agosto, il cosiddetto decreto agosto (D.L. n. 104/2020) ha l’obiettivo di continuare a supportare le aziende in balìa degli effetti del Covid-19. Riportiamo una sintesi degli aiuti che interessano in maniera specifica i pubblici esercizi.

Contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici (articolo 59)

È previsto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitane che presentano una forte presenza di turisti residenti in paesi esteri. Il contributo spetta a condizione che l’ammontare degli incassi riferiti al mese di giugno 2020 sia inferiore ad almeno il 66% dell’ammontare degli incassi riferiti al medesimo mese del 2019. Il contributo è calcolato in percentuale sulla riduzione del fatturato subita; 15% per soggetti con ricavi inferiori a 400mila euro, 10% con ricavi fino a 1 milione, 5% per ricavi superiori al milione.
Il contributo a fondo perduto è comunque riconosciuto, ai soggetti che soddisfano i requisiti richiesti, in misura non inferiore a mille euro per le persone fisiche e 2mila per le persone diverse dalle persone fisiche. Occorrerà presentare apposita istanza telematica all’Agenzia delle Entrate. Il contributo non è cumulabile con quello per la filiera della ristorazione di cui all’articolo 58 (vedi sotto).
La ragione: il contributo nasce per aiutare un settore che continua ad avere grandi problemi nella ripartenza, soprattutto perché patisce in maniera significativa, oltre ogni limite nelle grandi città, dello smart working che tiene lontani dai consumi buona parte dei lavoratori che frequentano bar e ristoranti per i pasti di lavoro.

Fondo della filiera della ristorazione (art. 58)

È prevista l’erogazione di contributi a fondo perduto alle imprese con attività prevalentemente individuata dai codici Ateco 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 56.29.10 (mense) e 56.29.20 (catering continuo su base contrattuale).

Il contributo dovrà essere utilizzato per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche Dop e Igp, valorizzando la materia prima del territorio.
La condizione per poter richiedere il contributo è che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno del 2020 sia inferiore al 75% dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dello stesso quadrimestre del 2019.
Un apposito decreto fisserà le procedure per la richiesta del contributo, ma è da evidenziare che sembrerebbe prevista la possibilità di ottenere il pagamento di un anticipo del 90% al momento dell’accettazione della domanda, presentando i documenti certificanti gli acquisti, anche non quietanzati.

Credito d’imposta locazioni (articolo 77)

Il credito d’imposta per i canoni di locazione, introdotto dal decreto rilancio per i mesi di marzo, aprile e maggio, viene esteso con il decreto agosto anche al mese di giugno; per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale è previsto anche per il mese di luglio.
Da sapere: la sentenza del 27 agosto della VI sezione civile del Tribunale di Roma rischia di essere un importante precedente che farà discutere: il Tribunale ha dato ragione a un ristoratore che ha ottenuto la riduzione del canone del 20% da giugno scorso a marzo del prossimo anno. Si tratta di un importante prececente giuridico. Attenzione, però: il giudice non ha sentenziato che uno sconto sull’affitto sia automatico dopo lo scoppio del Covid-19, ma ha ratificato che se ci sono condizioni esterne che impediscono di fare il proprio lavoro, il canone pattuito può essere oggetto di revisione e negoziazione.

Abolizione della seconda rata Imu (articolo 78)

Non è dovuta la seconda rata dell’Imu relativa a:
a) immobili di categoria D/2 e relative pertinenze (che avevano già beneficiato dell’esclusione del pagamento dell’acconto Imu);
b) immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Credito d’imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive (articolo 79)

Il decreto agosto reintroduce il credito d’imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere, riconoscendolo nella misura del 65% per i periodi d’imposta 2020 e 2021.
La ragione: il credito d’imposta per il miglioramento delle strutture ricettive è un incentivo alla programmazione e alla ripartenza; necessita di un “fiducioso” piano industriale che tuttavia può trovare un punto di arresto nell’atteggiamento prudente e nelle richieste di garanzie di gran parte degli istituti di credito.

Ulteriore rateazione dei versamenti sospesi (articolo 97)


I versamenti sospesi dal decreto rilancio (articoli 126 e 127 del DL n. 34/2020) possono essere eseguiti con le seguenti modalità:
• 50% in una unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo;
• restante 50% con rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo (prima rata da versare entro il 16 gennaio 2021).

Esenzione di Tosap e Cosap per imprese di pubblico esercizio (articolo 109)

Vengono prorogate le agevolazioni per gli esercizi pubblici introdotte dal decreto rilancio (art. 181 del DL n. 34/2020). Sono esonerate dal pagamento di Tosap e Cosap le imprese di pubblico esercizio di cui art. 5 della L. 287/91, titolari di concessioni o di autorizzazioni di suolo pubblico dall’1 maggio al 31 dicembre 2020 (in precedenza il termine era fissato al 31 ottobre 2020). Fino al 31 dicembre 2020, inoltre, la posa in opera temporanea di strutture amovibili (dehors, elementi di arredo urbano, attrezzature, pedane, tavolini, sedute e ombrelloni) su vie, piazze, strade e altri spazi aperti di interesse culturale o paesaggistico, purché funzionali all’attività svolta, da parte delle imprese di pubblico esercizio non è subordinata alle autorizzazioni di cui agli artt. 21 e 146 del DLgs. 42/2004.
Il commento: l’esenzione per i tributi legati ai dehors e le autorizzazioni semplificate per la richiesta delle autorizzazioni sono un incentivo necessario per colmare la maggior esigenza di spazio atta a compensare la perdita di capienza  per le norme sul distanziamento.

Rivalutazione generale dei beni d’impresa e delle partecipazioni 2020 (articolo 110)

È prevista la possibilità di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni, a esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2019. La rivalutazione, che deve essere eseguita nel 2020, può avere effetti soltanto civilistici e contabili, oppure anche fiscali a seguito del pagamento dell’imposta sostitutiva del 3%. Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato con il pagamento di una imposta sostitutiva del 10%.
Il consiglio: la rivalutazione delle quote aziendali è utile per coloro che necessitano di una riorganizzazione aziendale.

Erogazioni liberali in natura a dipendenti: incremento del limite di esclusione da tassazione (articolo 112)

Per il periodo d’imposta 2020, l’importo del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito ai sensi dell’art. 51 comma 3 del Tuir passa da 258,23 a 516,46 euro.
Il commento: l’aumento del plafond permette al datore di lavoro di dare qualcosa in più ai dipendenti meritevoli (in forma di erogazioni liberali in natura) senza ulteriori aggravi fiscali e contributivi.

Le proroghe

Proroga del secondo acconto Isa (articolo 98)

Viene prorogato al 30 aprile 2021 il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap per i soggetti Isa che hanno subito una diminuzione del fatturato di almeno il 33% nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Proroga riscossione coattiva (articolo 99)

Il decreto ha differito al 15 ottobre il termine finale di sospensione dell’attività di riscossione, precedentemente fissata al 31 agosto. Pertanto:
• sono sospesi i pagamenti in scadenza dall’8 marzo al 15 ottobre che andranno effettuati entro il 30 novembre 2020;
• è differito al 15 ottobre il termine di sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione;
• sono sospesi fino al 15 ottobre gli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati, prima del 19 maggio, su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego;
• sono sospese dall’8 marzo al 15 ottobre le attività di verifica di inadempienza da parte delle Pubbliche Amministrazioni, da effettuarsi prima di disporre pagamenti.
Resta invece fermo al 10 dicembre 2020 il termine ultimo previsto per il pagamento delle rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio.
Attenzione: la rateazione dei versamenti sospesi, la proroga del secondo acconto per i soggetti Isa, la proroga delle riscossioni coattive sono un’ulteriore iniezione di liquidità nell’immediato per l’impresa, che non deve sostenere subito la spesa ma può rimandarla a periodi “più rosei”; diventa però sempre più forte il dubbio che le scadenze posticipate vadano ad accumularsi alle scadenze future, determinando un esborso totale difficilmente sostenibile dal contribuente nel prossimo periodo d’imposta, soprattutto qualora le entrate dovessero continuare a tardare rispetto ad un potenziale ritorno alla normalità pre Covid-19.

 

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