Festival della cultura vegetariana a Milano. Al concorso vince lo chef olandese Gijs Kemmeren

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Cuochi, produttori, artisti, comunicatori, accademici hanno approfondito l’importante tema della scelta vegetariana al The Vegetarian Chance, il Festival Internazionale di cultura e cucina vegetariana organizzato dallo chef Pietro Leemann e dal giornalista Gabriele Eschenazi. L’evento si è svolto a Milano, al Teatro Parenti, il 27/28 maggio scorsi.
Nei due giorni del festival si è dato un importante contributo al dibattito sulle scelte alimentari con ospiti di grande competenza, non solo per i ruoli che occupano nell’alimentazione ma anche per le loro storie personali e i valori dei quali sono portatori. Sauro Ricci, direttore didattico della Joia Academy ha spiegato le virtù del Natto, la soia fermentata giapponese. Valeria Mosca, direttore di Wood*ing, ha esposto i suoi progetti per la valorizzazione delle piante selvatiche commestibili e ha fatto assaggiare un rametto di abete rosso, ricco di vitamina C.
In linea con i due protagonisti italiani, è stata l’israeliana Ori Shavit, attivista vegana popolare anche negli Usa, che ha spiegato come 21 giorni di prova possano bastare per convincere degli effetti salutari del veganismo . Il suo shawarma vegetale speziato ha costituito una staffetta ideale con Bolani (“panzerotto” con verdure) cibo da strada afghano presentato al pubblico dalla contadina Zahara accompagnata da Vittorio Castellani creatore del progetto sociale Nati per Soffriggere, che valorizza le capacità culinarie dei richiedenti asilo.

Cucina strada e Alta Cucina al Concorso

Non una contrapposizione, ma due facce della stessa medaglia vegetariana. Due modi diversi di valorizzare i vegetali. Il primo volto a sfamare e soddisfare il gusto, il secondo a raccontare e valorizzare i vegetali attraverso l’estetica, l’inventiva, la tecnica, l’accostamento di sapori. Lungo queste direttrici si sono mossi i concorrenti del concorso, quest’anno di altissimo livello e che hanno reso duro il lavoro dei giudici Pietro Leemann, il presidente, Franco Berrino, Stefano Bocchi, Antonia Klugmann, Davide Oldani, Claudia Zanella.
Ha vinto lo chef olandese Gijs Kemmeren,che gestisce l’Herberg de Kop van’t Land.   Kemmeren si è aggiudicato il consenso della giuria con una Zuppa di piselli e un Asparago classico.La zuppa è stata preparata con la maggior parte degli ingredienti autoprodotta dal ristorante: come olio di piselli, aceto di verbena, olio di sedano e crescione giallo. Nell’Asparago, una rivisitazione la classica salsa olandese per l’occasione preparata con latticello, olio di fave, burro chiarificato e salicornia.
Al secondo posto si è piazzato lo chef Rafael Rodriguez del Quechua di Milano con due piatti di ispirazione andino-amazzonica: Gnocchi andini, a base di zucca andina (zapallo loche), carota, sedano, prezzemolo, cipolla, patata e conditi con una salsa a base di alghe e germogli di chia. E poi la Foresta amazzonica con la quinoa rossa, nera e bianca, quattro tipi di carote e diversi tipi di germogli.

Arte e cultura

Sono state offerte in permanenza ai visitatori con l’installazione “Nudo e Crudo” di Agnese Z’Graggen e Tosi Photography dove gli ortaggi ricoprivano il ruolo delle modelle, e con la vasta scelta di libri a tema veg proposti da Book Catering.
Un’informazione approfondita sul perché sia necessaria una vera e propria rivoluzione del nostro modo di mangiare è stata diffusa dal documentario Food ReLOVution di Thomas Torelli con interviste a Carlo Petrini, Franco Berrino, T. Colin Campbell, Thomas M. Campbell, Marilù MengoniNoam Mohr, Frances Moore Lappé, Vandana Shiva, Peter Singer. James Wildman.
A testimoniare la loro convinta e appassionata “conversione” vegana e vegetariana sono arrivati Red e Chiara Canzian, autori in tandem del libro Sano, vegano, italiano. La popolarità che deriva ai Canzian dalla musica è uno straordinario lasciapassare per diffondere le ragioni del vegetarianismo.

Un Festival, dove “il gusto consapevole” l’ha fatta da protagonista non poteva che chiudersi con un incontro-assaggio di dolci crudisti golosi presentati da Jenny Sugar, del comitato promotore del Festival health&food coach, e Mara Ramploud, medico dietologo. Da quest’ultima abbiamo avuto la conferma che i dolci non fanno male. Devono, però, essere preparati con buona materia prima integrale, essere consumati con moderazione ed essere piacevoli al palato. I principi che il pubblico ha ritrovato nei dolci al cioccolato che Jenny Sugar ha spiegato e fatto assaggiare.



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