Università di Bologna: gli italiani scelgono la pasta di qualità anche se costa di più

pasta

l’Università di Bologna ha svolto un’indagine sulle abitudini dei consumatori italiani insieme al Pastificio Agricolo Mancini.
L’obiettivo della ricerca, condotta dalla società Last Minute Market, spin off dell’Alma Mater, su un campione di 1.300 soggetti maggiorenni, era individuare il livello di consapevolezza rispetto alle tecniche produttive, al valore della pasta artigianale e alla lotta allo spreco. Secondo i risultati, il mercato della pasta artigianale attualmente seduce il 7% degli intervistati, che hanno affermato di utilizzarla abitualmente. Ancora pochi, ma va anche detto che, nonostante la crisi, gli italiani sono disposti a spendere di più per una pasta di qualità: in media 1,6 euro per 500 gr, con il 10% degli intervistati che spenderebbe fino a 2,5-3 euro. Il fatto che una pasta sia prodotta dalla stessa azienda che coltiva il grano rappresenta un valore abbastanza importante per la metà degli intervistati e molto importante per il 36%. Un aspetto da non sottovalutare è una certa carenza di informazioni da parte del pubblico sulla provenienza della materia prima: la maggior parte, infatti, ignora quanti km faccia il grano prima di essere trasformato in pasta. Oltre la metà delle persone che hanno partecipato all’indagine, inoltre, ha una nozione piuttosto vaga riguardo ai procedimenti utilizzati per la produzione di pasta.

Il Pastificio Agricolo

Il pastificio Mancini sorge  in mezzo ai campi di grano, nelle Marche. Una piccola rivoluzione nel “Paese della pasta”, dove gli agricoltori, strangolati economicamente da un prezzo dei cereali estremamente basso, conferiscono il loro grano duro e sopravvivono spesso solo con i contributi della Comunità Europea. “Normalmente è il marketing a fissare il prezzo, e a chi lavora la terra vanno le briciole. Noi facciamo il contrario” ha detto Massimo Mancini, titolare del pastificio  “è  la qualità del lavoro nei campi e nello stabilimento che definisce il costo di un pacco di pasta. Alle spalle abbiamo anni di apprendistato e di studio, un piano marketing costruito su misura, e la voglia di proporre il nostro prodotto “battendo il marciapiede” palmo a palmo. Facciamo assaggiare la nostra pasta a chef di ristoranti stellati e botteghe di alto livello, lasciando che siano loro a decidere se e come utilizzarla. Una strategia che ci sta premiando, e che discende dallo stesso rapporto concreto e trasparente che sorregge la parte produttiva”.

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