Il tappo di sughero? Si riconosce anche al buio

Montado Portogallo

Inizia nell’oscurità più totale il viaggio sensoriale di degustazione di vini all’Istituto dei Ciechi di Milano organizzato da Apcor, associazione che promuove, diffonde e studia l'industria portoghese del sughero.

Accompagnati da una guida non vedente, si entra idealmente nella grande foresta (700.000 ettari) di Montado, in Portogallo, da cui proviene il 50% della produzione mondiale di sughero. Le querce, che devono avere almeno 25 anni d’età, non vengono abbattute, bensì decorticate ogni nove anni per permettere alla corteccia dell’albero di rigenerarsi senza compromettere gli ecosistemi associati. Da questa preziosa risorsa verde si ricava il sughero di Apcor, un materiale rispettoso dell’ambiente.

Il tappo alleato dell’ambiente

Estrazione del sughero Montado Portogallo

Un momento dell'estrazione del sughero dalle querce in Portogallo

Leggero, elastico e impermeabile, anche dopo il suo utilizzo, il tappo di sughero viene riciclato in ambiti differenti: il granulato derivato dalla triturazione si riutilizza infatti per scarpe, pavimenti, pannelli di rivestimento o materiale per l’industria aerospaziale. Inoltre «i tappi di sughero - spiega Carlos Dos Santos, rappresentante di Apcor - emettono una quantità di CO2 10 volte inferiore rispetto a quelli di plastica, 24 volte meno delle emissioni di una capsula di alluminio».

Inizia la degustazione del vino: al buio

Dopo la tappa nel querceto, passare alla degustazione del vino in una stanza completamente buia (vietato introdurre cellullari,  dispositivi con display luminosi, orologi o occhiali) significa affidarsi ai soli sensi del tatto, dell’udito, del gusto e dell’olfatto. Si seguono le voci perché le orecchie si fanno immediatamente più acute, si cercano le mani di persone sconosciute per orientarsi e…si annusa il profumo del vino.

L'Istituto dei Ciechi di Milano

Due bicchieri, mano destra e mano sinistra, da scoprire con pazienza, senza conoscere l’etichetta, guidati da Alessandro Scorsone, sommelier e maestro cerimoniere di Palazzo Chigi.

Uno dei due vini all'assaggio risulta, per due terzi dei presenti, più prezioso, più denso e più buono in bocca, l’altro decisamente più anonimo.  Vincenzo Russo, direttore Scientifico del Centro di Ricerca  di neuromarketing Behavior and Brain Lab Iulm, illustra alcuni meccanismi del nostro cervello. Spiega che il sistema limbico, zona deputata alle emozioni,  ci condiziona in maniera importante anche nei gusti. Quando, per esempio, Scorsone estrae il tappo di sughero dalla bottiglia, «questo suono provoca aspettative e associazioni - continua Russo - più intense rispetto a quelle suscitate dall’apertura del tappo a vite».

Un vino diverso? No, è cambiato il tappo

Solo alla fine del percorso, si scopre che nei due bicchieri è stato versato lo stesso vino, ma proveniente da due bottiglie tappate diversamente: una chiusa con tappo di plastica, l’altra con tappo di sughero. «Il tappo di sughero fa la differenza - continua Scorsone - perché le molecole presenti nel materiale naturale reagiscono a contatto con l’alcool, ossigenando il vino e portandolo a una corretta maturazione».

È possibile vivere esperienze simili nell’Istituto dei Ciechi di Milano: la struttura è affittabile per degustazioni, aperitivi e cene completamente immersi nel buio, prenotandosi dal sito.

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