Fateli accomodare sulla sedia giusta

Gli elementi che influiscono sul comfort dell’ospite sono tanti: temperatura, rumore, spazio. Ma quello che forse conta più di tutti, è la sedia. Quali caratteristiche deve avere? Quello delle dimensioni è uno dei problemi fondamentali: al di là dell’ergonomia, le dimensioni di tavoli e sedie devono tenere conto di fattori normativi, legati soprattutto all’accessibilità. Una persona costretta su una sedia a rotelle, per esempio, deve trovare un locale privo di barriere architettoniche e, tra queste, c’è l’altezza del tavolo, che deve prevedere uno spazio utile sotto il piano di almeno 90 cm.
Il tema delle proporzioni condiziona il design della sedia da sempre, e in particolare il contract, cioè la produzione di elementi di arredo per attività commerciali. Alcune tra le sedie diventate più famose nascono proprio dall’esigenza di creare oggetti belli ma anche funzionali per la ristorazione. L’esempio più noto è forse la Chaise A, ideata dal francese Xavier Puchard nel 1927 e poi affinata grazie allo scambio di idee con i ristoratori parigini. Nella Ville Lumière l’esigenza dei ristoratori era quella di una sedia robusta, velocemente posizionbile in esterno e rapidamente ritirabile, impilabile, comoda e caratteristica. Modificata secondo queste indicazioni la Chaise A per i bistrot parigini, metallica e dalla forma caratteristica, venne lanciata nel 1953 ed è diventata un’icona, prodotta dal marchio Tolix. Oggi l’industria che produce sedie e tavoli per il contract trova forse i suoi più brillanti interpreti in Italia. Sono aziende che operano secondo i concetti del Made in Italy e che hanno promosso una ricerca applicata per trovare nuovi modi di produzione, concorrenziali con quelli dei Paesi a basso costo di manodopera, salvaguardando però qualità e stile. Tra le tendenze emerse al recente Salone del Mobile di Milano, spicca l’idea di uniformare l’impiego di sedute tra interno ed esterno del locale. Si assiste così sia allo sviluppo di sedie nate per interni con materiali che ne consentono un uso esterno, indicate per locali che puntano su un look raffinato, sia al percorso inverso, cioè a sedie nate per esterni che vengono sviluppate in versioni per interno.

In questo secondo caso, un ruolo importante è stato giocato dai nuovi materiali, perlopiù polimeri plastici di alta qualità, altamente resistenti e a cui è possibile dare colorazioni o texture di ogni tipo. Si tratta di plastiche che vengono stampate a iniezione grazie allo sviluppo di stampi molto costosi, interamente in acciaio, che assicurano un’altissima precisione dei particolari e un assemblaggio finale delle sedute che assicura resistenza e stabilità. È importante ricordare che le sedie per uso commerciale devono rispondere a una serie di caratteristiche legate alla sicurezza, alla resistenza al fuoco e alla robustezza. È fondamentale, quindi, servirsi da produttori che assicurano questi standard e acquistare prodotti certificati. Da non sottovalutare la leggerezza: le sedute devono essere facili da spostare per evitare sforzi eccessivi o una cattiva esecuzione dei compiti di pulizia.

Pubblica i tuoi commenti