Il Morellino di Scansano e i Terenzi

Emergenti –

L’azienda Terenzi di Montedonico di Scansano nasce da un’idea ambiziosa: essere protagonista di una terra, la Maremma, che ha molto da dare, a cominciare da grandi vini

L’appuntamento è alle 13 presso il ristorante Conte Ugolino, in piazza Beccaria a Milano. L’occasione, conoscere meglio l’azienda Terenzi di Montedonico di Scansano (Gr), proclamata cantina emergente dell’anno, a soli sette anni dalla prima vendemmia. Ad attenderci Federico Terenzi, 34 anni, direttore generale e commerciale. Nei suoi occhi leggiamo l’emozione di chi ha raggiunto un traguardo importante. Tra i tavoli si muove a proprio agio. Ci piace. Ci sediamo e inizia a tessere le lodi dei ristoratori che ci ospitano, con dovizia di dettagli. Un atteggiamento che lascia intendere una strategia commerciale che privilegia le relazioni personali.
Di generazione in generazione
Dimenticando lo scopo del nostro incontro, ci mettiamo a discutere delle difficoltà che il vino sta attraversando. Come vecchi amici che credono nel confronto. «Perché - ci confessa - così facciamo in Agivi, l’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani, di cui sono consigliere». Ci conquista. Mentre aspettiamo il filetto ci racconta del nonno Balbino, tra i primi a credere nelle potenzialità del mercato del Gpl, nel dopoguerra. Del padre Florio, direttore generale dell’Unipro, tra il ’67 e il ’76, e creatore della fiera Cosmoprof. Un dna che Federico e i fratelli Balbino e Francesca Romana, oggi attivi all’interno dell’azienda, non hanno certo tradito. Scopriamo che l’avventura dei Terenzi nel mondo del vino inizia negli anni Novanta con l’acquisto di un casale con 7 ettari a uliveto, al quale si aggiunge un ettaro di vigneto, per produrre un po’ di vino per la famiglia. «Un vino che, agli esordi, non convince nemmeno l’amico contadino che ci vinificava le uve», ammette con ironia. Sin dall’inizio l’obiettivo è riportare il Morellino ai vertici qualitativi, evitando interpretazioni muscolose e costruite. Per questo, Florio Terenzi decide di avviare una collaborazione con l’enologo piemontese Giuseppe Caviola. Obiettivo centrato: ci servono il Morellino di Scansano 2011, un prodotto che ci affascina per il suo essere schietto senza accenti ruffiani.
Dobbiamo congedarci. Giusto il tempo di snocciolare qualche numero: la cantina occupa 3.000 mq. In sette anni, la produzione è passata da 100.000 a 300.000 bottiglie annue. Ben fatto.

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