Verifiche fiscali sulle dichiarazioni: i comportamenti più a rischio

Le risultanze degli studi di settore sono il principale strumento di orientamento del fisco nell’individuare le attività da controllare. Ma a far drizzare le antenne dell’Agenzia delle Entrate è anche la presenza di valori anomali o troppo “piatti”

Come si fa a sapere se si subirà un controllo fiscale? Distinguiamo due tipi di controlli: quelli sui versamenti, effettuati su tutte le dichiarazioni, e quelli sostanziali sui redditi denunciati, effettuati selezionando le dichiarazioni tramite criteri prefissati dalle norme di legge e da apposite istruzioni ministeriali emanate ogni anno.
Per le imprese di minori dimensioni, le risultanze degli studi sono un fondamentale strumento di orientamento.
L’Agenzia delle Entrate cataloga le singole categorie di attività presenti sul territorio, accorpandole nei “settori” previsti dagli studi, evidenziando possibili situazioni di evasione che possono interessare intere categorie e che, nel loro complesso e senza giustificazione, dichiarino un andamento decrescente, stabile o lievemente crescente dei volumi d’affari e dei redditi d’impresa.
Finiscono sotto la lente d’ingrandimento anche categorie in cui vi sia un aumento considerevole delle posizioni di non congruità e di non coerenza negli studi di settore o con un’incidenza anomala di soggetti congrui e coerenti rispetto all’andamento dei ricavi e dei redditi medi dichiarati.

Le anomalie indagate

Per quanto riguarda gli studi di settore della ristorazione, per l’esercizio 2011 possono generare un controllo le seguenti anomalie:

1. Valore negativo della somma del costo del venduto e per la produzione di servizi.

2. Per prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso (come tabacchi, giornali e riviste), presenza di un costo del venduto negativo, superiore ai corrispondenti ricavi (vendita sottocosto) o presenza anomala di relativi costi o ricavi.

3. Assenza di spese per noleggio o locazione finanziaria di beni mobili in presenza del relativo valore o presenza di ammortamenti o canoni e assenza del valore.
4. Mancata dichiarazione del numero e/o della percentuale di lavoro prestato dagli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro, in presenza di utili loro spettanti.

Ulteriori elementi di analisi fiscale
Altri elementi di rischio presi in considerazione sono:

• la presenza di crediti Iva costanti e non giustificabili in base ai dati economici, o agli specifici regimi applicabili nel caso di aliquote differenziate, esportatori abituali ecc.;

• un livello dei redditi dichiarati costantemente bassi e al di sotto di livelli di obiettiva plausibilità a fronte di ricavi o compensi in crescita;

• la presenza di perdite per più annualità, con situazioni apparentemente antieconomiche;

• la mancata presentazione della dichiarazione Iva per i soggetti obbligati.

Soggetti a rischio

Le attività di controllo si basano anche sull’analisi della complessiva situazione del contribuente, tramite i dati dell’anagrafe tributaria, le indagini finanziarie e le ricerche locali che reperiscano elementi che facciano presumere l’effettiva inadeguatezza dei ricavi.
Se gli elementi acquisiti depongono per l’esistenza di ricavi, compensi o redditi di gran lunga superiori a quelli determinabili con il solo utilizzo degli studi di settore, viene valutata l’opportunità di utilizzare specifiche indagini interne (richieste di esibizione di documenti, richieste di informazioni, indagini finanziarie) o esterne (accessi mirati, verifiche), per approfondire e verificare l’intera posizione fiscale.

Focus su anomaie, scostamenti e "appiattimenti"
Sono considerati ad alto rischio i soggetti:
• congrui che presentano forti anomalie degli indicatori di coerenza economica previsti dagli studi di settore;

• non congrui con livelli elevati di scostamento tra i ricavi dichiarati e quelli di riferimento, ferma restando la valutazione se non dipenda da situazioni specifiche del singolo contribuente (crisi individuale o marginalità non colta dallo studio);
• che non hanno presentato il modello dei dati per gli studi o che l’hanno presentato con dati o con l’indicazione di cause di esclusione o inapplicabilità presumibilmente non veritieri;
• che presentano un trend pluriennale dei redditi dichiarati al di sotto di un livello di obiettiva plausibilità;

• compresi nelle liste dei contribuenti per cui si sono rilevate anomalie degli indicatori economici e che continuino a presentare il comportamento anomalo;
• con situazioni di “appiattimento” sulle risultanze dello studio, soprattutto se costanti in un arco triennale e se vengono dichiarati redditi inferiori al livello di obiettiva plausibilità e/o denotano un tenore di vita superiore a quello apparentemente connesso al reddito complessivo dichiarato, sulla base del redditometro e delle indagini finanziarie.

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